Io non ho le parole giuste per Amelie. Perchè Amelie non è parole ma emozioni che si confondono, pensieri che si affastellano, note che si abbinano, sguardi che si incrociano, colori che si mescolano e poi tornano a dividersi.. e se parole ci sono, sono le sue e non le mie..
Lasciatevi rapire dalla colonna sonora.. un insieme di melodie bellissime.. continuano a susseguirsi dall'inizio alla fine del film, alternandosi alla voce di lei, a quella del narratore e dando forma e consistenza a tutti i nostri sensi..
Si rimane rapiti da quel delizioso mondo fatto di piccolezze, attenzioni, dettagli importanti.
E' la sensibilità per il particolare che incanta.
E' l'emozione che prende vita quasi dal "niente".
" Meglio consacrarsi agli altri che ad un nano da giardino! "
" Fallire la propria vita è un diritto inalienabile. "
" Ha una memoria da elefante mia madre... è un’elefantessa. "
" Lei certamente non rischia di essere un ortaggio, perché perfino un carciofo ha un cuore. "
" Ebbene, dopo tutti questi anni l'unica che faccia fatica a delineare… è la ragazza con il bicchiere d'acqua… È al centro, eppure ne è fuori… "
" Forse è solo diversa dagli altri "
...nemmeno un pochino di curiosità ?????
Allora proviamo così..
" Sans toi, les émotions d'aujourd'houi ne saraient que la peau morte del émotions d'autrefois!! "
" Lei è nubile, lui celibe, ma entrambi fanno vita di coppia. Nella realtà sono professionalmente rivali e nei loro scontri ciascuno dei due cava il peggio dell'altro, ma su Internet corrispondono romanticamente tra loro sotto pseudonimo. E' il 2° rifacimento del delizioso "Scrivimi fermo posta" (1940) di E. Lubitsch. A dirne la qualità basterebbe dire che è imperniato sull'inaugurazione di un grande bookstore che provoca il fallimento di una piccola libreria per bambini che, in omaggio a Lubitsch, si chiama The Shop Around the Corner. Ma il tema centrale (l'opposizione tra vita e sogno) è svolto con precisione di particolari e sapiente leggerezza nel rimando, nell'attesa, nella ripetizione. E c'è una New York (West Side) autunnale come soltanto Woody Allen sapeva filmarla. Non importa che date le premesse, il traguardo sia scontato: come gli autori, lo spettatore non ha fretta di arrivarci. Conta il percorso, non la meta. "
Che sono una sognatrice ormai si dovrebbe esser capito. Troppo forse?
Sulla mia famosa mensola ci sono film da "fiocchino rosso".
Si contano sulle dita di una mano.
Non sono grandi film. Non sono dei classici o dei colossal. Non sono film dalle tematiche serie e impegnate. Non sono Nobel. No, decisamente non sono Nobel.
Ma sono "personali".
E a guardarli "me sento 'n friccico ner core".
Sono quei film con cui adoro addormentarmi. Mi cullano così dolcemente che il passaggio dalla veglia al sonno acquista la violenza di una carezza..
C'è una piccola libreria...
Vi chiedo.. esiste qualcosa di più intimo e accogliente di una piccola libreria?
L'ho sempre sostenuto.. in una seconda vita aprirò un negozietto colorato e addobbato di libri.
C'è una "posta"...
Ditemi.. chi non adora tornare a casa la sera e scoprire che "C'è posta"?
Lo scambio di vere lettere scritte a mano di una volta ormai non esiste praticamente più. Ed è un gran peccato perchè niente restituirà l'emozione della busta che si apre. Ma senza essere nostalgici.. anche le mail possono avere qualcosa di magico. Soprattuto se.. "C'è posta... da TE". Un incanto se dall'altro lato, da qualche parte nell'etere, a risponderti è LUI o LEI. Che si tratti d'amore o d'amicizia poco importa. Quello che fa la differenza è tornare a casa e scoprire che qualcuno, magari mai visto mai sentito mai incontrato, ma quel qualcuno.. aspetta te, vuol sapere di te, scrive a te. Tra tante persone proprio a te. Ed è buffo come a volte si riesca a raccontarsi e a lasciarsi andare con un signor "nessuno", solo per il fatto che sta lì e tu qui, che non esistono occhi a scrutarti e giudicarti, solo una pagina bianca che si riempie, che non condivide con prepotenza le tue cose, solo quelle che scegli di far vedere, che non domanda per pura curiosità ma per reale interesse, che non sente ma ascolta, che non ha niente da "guadagnare" dalla tua presenza, solo il piacere della compagnia.
C'è un..
C'è una..
C'è anche..
Eeeee...chissà quante ce n'è..!!
Ognuno ha i suoi film speciali nella prima fila della mensola. A volte sono i film più banali che qualcun altro possa immaginare, ma ai nostri occhi acquistano uno strano valore. Ma siii!! Che tutti abbiano i propri film "banali" preferiti!!
Se la "banalità" sta nel volere per sè un pò di "banalità" .. voglio essere un pò "banale" !! Ogni tanto mi ci sento.. "banale".. ma non mi sta poi così stretto..!!
Insomma.
C'è posta.. PER VOI!!
Una pellicola carina, divertente e, per "le" più sensibili, anche commovente. Bravissimi gli attori. Bellissima l'ambientazione, una New York autunnale dai colori meravigliosi. Una splendida colonna sonora ( a questo proposito consiglio di ascoltare "Dreams" dei The Cranberries).
Mymovies: ***/*
Chiara: ****
"C'E' POST@ PER TE" : **** MOLTO CONSIGLIATO.
Vi aggiungo l'unico video che internet, maledetto, mi fa caricare. E' il FINALE, perciò a meno che non l'abbiate già visto e abbiate voglia di riguardarlo, vi consiglio di non sbirciare.. non vorrei rovinarvi niente..
" Che cosa dirà oggi New York 152? mi domando.. Accendo il mio computer, aspetto con impazienza che si colleghi, vado on line e trattengo il respiro finchè non sento quelle paroline magiche.. "C'è posta per te". Non sento niente, non un suono per le strade tranne il battito del mio cuore. Ho posta. Da te. "
" Che poi alla fine nessuno sarà mai medico soltanto "
Ed infatti.
La storia è quella di un medico indifferente, quella di un medico pieno di numeri non di pazienti, di un chirurgo che aggiusta macchine non persone, cura malattie non malati; quella di un medico che si scopre malato, di un medico malato che si imbatte in altri medici indifferenti e cinici che lo lasciano solo, quella di un medico malato non più tanto indifferente che rivede se stesso negli altri medici indifferenti avendone orrore e che al contempo scopre l'altro lato della medaglia, l'altra faccia dell'ospedale, quella che molto del personale non vede e non penetra, quella in cui uomini soffrono e, non di rado, soli, come lui adesso; lì si combatte la guerra vera, la più dura, che non ha niente a che fare con quante operazioni di successo si sono portate a casa nè con quanta fama si è ottenuta, nè con quante cause legali si sono vinte falsificando cartelle, ma con la vita e, peggio, con la morte. Ma di questo lato della barricata lui non sa niente.
E'la storia di un malato-medico-amico che impara ad imparare dalla malattia e dalla forza che altri hanno nell'affrontarla, che impara a dare forse per la prima volta la giusta importanza alle cose piccole e grandi, al tempo, alle relazioni. E' la storia di un malato-medico-marito che riscopre a piccoli passi il piacere dell'affacciarsi al di là del proprio egoismo e della propria auto-esaltazione, un malato-marito-padre che impara da capo la comunicazione e l'aprirsi agli altri, l'amare di nuovo, l'ascoltare, un uomo che scopre la difficoltà e l'importanza di chiedere aiuto e di saper sentire davvero gli altri quando ce ne chiedono.
E' la storia di un uomo-malato di nuovo medico che, provando a dare un senso vero alla sua famiglia, al suo lavoro, alla sua vita, decide di volgere l'indifferenza in interesse, partecipazione, rispetto.
E' la storia di un medico guarito ma sano solo per la prima volta, solo ora che ha sperimentato cosa si provi a stare prima di qua e poi, all'improvviso, di là, a sentirsi prima infallibili poi irrimediabilmente impotenti.
E' la storia di chi finalmente si vede allo specchio e invece di rimirare la propria superficialità scopre di non andarsi bene e prova con umiltà a ripartire da capo e a farsi migliore.
Lo consiglio veramente. A tutti. Ed in particolare a chi aspiri a diventare medico o, più genericamente, a chi avrà nel proprio futuro ipotetici pazienti. O ancor più in generale, a chi voglia imparare qualcosa della difficile arte del comunicare. Non conoscevo "The Doctor". L'università serve anche a questo per fortuna. A dare spunti interessanti che scavalchino il semplice gesto del tenere il naso sul libro.
Mymovies: **/*
Chiara: ***
"UN MEDICO UN UOMO" : *** CONSIGLIATO.
Il "nuovo" McKee alle prese con i suoi studenti sul finire del film:
" Sfrontato e sbruffone, sfacciatamente divertente e unico come la sua protagonista, Juno vince la seconda Festa del cinema di Roma e conquista letteralmente il cuore del pubblico. "
" Quella delle gravidanze non volute è una delle nuove tendenze hollywoodiane. Dopo Waitress e Molto incinta, un'altra pellicola dal titolo Juno affronta la difficile tematica con un tono assolutamente leggero.
Il regista è Jason Reitman che ha debuttato dietro la macchina da presa con il film campione d'incassi, Thank you for smoking. Un'adolescente, sicura di sé e dalla lingua affilata, riesce ad avere il controllo della situazione una volta che scopre di essere rimasta incinta di un suo coetaneo. Tutte le questioni trattate (l'amore, il matrimonio, la libertà) sono sollevate e mai giudicate. Sospesa tra le ingenuità dell'adolescenza e le responsabilità dell'essere adulti, la ragazza è interpretata da una bravissima Ellen Page la cui versatilità espressiva ha qualcosa di unico. La sceneggiatura si caratterizza per un linguaggio molto vicino a quello che usano i ragazzi di oggi. Anche le situazioni narrate riescono ad avere una tale verosimiglianza da escludere qualsiasi traccia di finzione.
Tutto il merito va a una blogger di nome Diablo Cody che è stata scoperta da uno dei produttori mentre navigava su Internet. Colpito dal suo stile umoristico, Novick ha deciso di chiamare la scrittrice per proporle la stesura dello scritto che, per tutta la durata del film, si distingue per la sua natura ultra contemporanea e spiccatamente femminile. Assolutamente originale la rappresentazione dei non protagonisti. Alla notizia della dolce attesa, i genitori di Juno sfidano le convenzioni e gli stereotipi cinematografici assumendo un atteggiamento ironico e compito. Allo stesso modo, la coppia, a cui la teenager vorrebbe affidare il bambino, rivela di possedere molte più crepe di quelle che il loro status alto borghese implicherebbe.
La pellicola trova il proprio equilibrio grazie anche a una serie di elementi di contorno. Il look di Juno, le candide musiche di sottofondo e le ambientazioni cariche di colori e di vita contribuiscono a raggiungere una buona coerenza. "
E' passato un pò di tempo da quando sono andata al cinema per "Juno" ma le sensazioni di freschezza e "disincantata leggerezza" restano. E' attualità ed è affrontata, nella sua immaturità, con estrema maturità.
" La maturità di Juno illumina con schiettezza la forza e il coraggio di prendere decisioni e di assumersi la responsabilità della propria vita, senza l'ombra di una morale o il sentore di una predica. Il messaggio sguscia dal sottotesto senza cadere nella retorica, la franchezza di un impudente cinismo sviscera un realismo che non può non conquistare. "
MyMovies : ***
Chiara: *** e qualcosina
" JUNO " : *** CONSIGLIATO.
" Vi darei questa cosetta anche subito, ma adesso sembrerebbe un gamberetto e forse è il caso che la faccia diventare più carina. "
" Isabel è una fotografa di moda che pensa esclusivamente alla carriera e che deve occuparsi dei figli del suo nuovo compagno Luke: Anna di dodici anni e Ben di sette. Sia Isabel che i due bambini amano con tutto il cuore Luke, ma tra di loro i rapporti non sono idilliaci. Isabel deve fare i conti con Jackie, la madre naturale, considerata dai figli insuperabile in tutto. La donna nutre ovviamente del risentimento nei confronti di Isabel che le ha "rubato" figli e marito. Ma un giorno Jackie si scopre malata di cancro. Le due, dopo reciproche accuse e liti furibonde, riescono comunque a trovare un equilibrio e a diventare finalmente amiche, per il bene dell'uomo che hanno amato e che amano e soprattutto per il bene di coloro che sono stati "il loro passato ed il loro futuro". "
Ci sono film che vivi di pancia.
Quelli che al di là della semplicità della trama o dell'apparente banalità delle tematiche o dei messaggi stereotipati o di qualunque altro punto d'appiglio, ti lasciano qualcosina.
Quelli che avresti voglia di rivedere.
Quelli che qualche corda la smuovono, senza troppa irruenza e senza troppe pretese. E non sai di quale corda si tratti ma la senti vibrare.
Quelli che ti fanno sentire che sei lì e non da un'altra parte.
Quelli che ti accendono una lucina da qualche parte. Non la vedi ma ne senti il tepore.
Quelli che il senso ce l'hanno, ce l'hanno eccome.
Quelli che ti lasciano nella testa un sapore, un odore, un... .
Susan Sarandon e Julia Roberts. Due generazioni diverse. Due attrici meravigliose. MERAVIGLIOSE.
Da sfondo (che poi da sfondo lui non fa mai!!), un Ed Harris stupendo.
Un fazzoletto a portata di mano può tornare utile. Ma non ci si aspetti un film strappalacrime...
Mymovies : ***
Chiara: ***
" NEMICHE AMICHE" : *** CONSIGLIATO .
A questo giro, trailer in inglese :
" La mia paura è che lei penserà < Vorrei che la mia mamma fosse qui> "
Qualcosa di adorabile. Ho ceduto ai consigli del babbo che più che consigli erano diventati minacce.
"Babbo che film posso guardare?"
" Perchè non guardi un film dei miei tempi? Tootsie per esempio, oppure Tootsie, o anche Tootsie. Ti ho già detto Tootsie? Forse non hai capito, te lo ripeto, Tootsie."
Presente Dory quando rintrona Nemo ripetendo all'infinito "P Sherman 42 Wallaby Way Sidney" ? Praticamente il babbo nell'ultimo mese.
Ho dovuto cedere per forza, non mi dava tregua. Ho guardato "Tootsie".
E mi sono chiesta: perchè non ascoltiamo mai alla prima i consigli dei genitori???
Dustin è strepitoso come sempre. In qualità di donna è una vera calamità. Risate, risate, risate.
Teatro, cinema, maschere, travestimenti. Adoro.
Merita davvero tanto.
Mymovies: ***/*
Chiara: ****
" TOOTSIE " : ***/* MOLTO CONSIGLIATO.
(Perdonate il trailer orrendo ma You Tube non offre di meglio!!)
" Sono stato un uomo migliore con te, come donna, di quanto lo sia stato con le altre donne, come uomo. "
" Viktor Navorski giunge all'aeroporto J.F. Kennedy di New York dalla Krakozhia, un piccolo stato sorto dalla frantumazione dell'Urss. Nel momento in cui giunge al desk dei visti viene però bloccato. In Patria c'è stato un colpo di stato. Il nuovo regime non viene riconosciuto dagli Stati Uniti e quindi lui non può entrare in America. Benché il responsabile dell'aeroporto, in attesa di un'ispezione per passaggio di grado, a un certo punto lo spinga ad infrangere la legge, Viktor non esce dal terminal che diventa la sua casa in attesa di poter realizzare il sogno per cui è giunto negli States. "
Tom Hanks vale sempre la pena. Non ricordo un film con Tom Hanks che si sia rivelato una perdita di tempo. Un attore di uno spessore unico e di una sensibilità artistica introvabile. Espressione che si tramuta in continua emozione. Tom riesce a suonare tutte le corde. E il risultato è un arcobaleno di suoni tanto diversi che colpiscono lo spettatore con forza.
I "suoi" film quasi mai sanno di banale o di già visto. O anche quando la trama potrebbe esserlo, la bellezza che ci mette Tom fa concentrare su altro. Valorizza tutto. Ogni storia. Dà valore ad ogni personaggio. Uno dei pochi in grado di reggere un film intero praticamente in solitaria, uno dei pochi di cui ti ritrovi a pensare quanto sia meraviglioso vederlo in scena solo, alle prese con se stesso, piuttosto che con altri. A proposito di questo consiglio vivamente di guardare "Cast Away".
Comunque, eccoci a "The terminal". Il primo motivo che spinga a guardarlo già ve l'ho detto ed è firmato Hanks. Il secondo è palese fin dal titolo del post : Spielberg !!
" Qualunque cosa si dica in giro, paroleeidee possono cambiare il mondo "
" Cogli la rosa quando è il momento, che il tempo, lo sai, vola e lo stesso fiore che sboccia oggi, domani appassirà "
" Sono salito sulla cattedra per ricordare a me stesso che dobbiamo sempre guardare le cose da angolazioni diverse. E il mondo appare diverso da quassù. Non vi ho convinti? Venite a vedere voi stessi. Coraggio! È proprio quando credete di sapere qualcosa che dovete guardarla da un'altra prospettiva "
" Ma se ascoltate con attenzione, li sentirete sussurrare il loro monito. Avanti, avvicinatevi. Ascoltate, lo sentite? – Carpe – sentito? – Carpe, carpe diem, cogliete l'attimo ragazzi, rendete straordinaria la vostra vita "
" Molti uomini hanno vita di quieta disperazione: non vi rassegnate a questo, ribellatevi, non affogatevi nella pigrizia mentale, guardatevi intorno. Osate cambiare, cercate nuove strade "
Può darsi che citando le citazioni più belle abbia rovinato la sorpresa del film. Ma non credo ci fosse modo migliore per raccontare in poche righe di cosa tratta questa "perla" del cinema. Non sono capace di fare riassunti della trama nè di aggiungere commenti oggettivi su regia, sceneggiatura e altro. E non mi sento di mettere stelline. In questo caso, è una questione di cuore. Puro cuore. E passione. E verità. Una doccia fredda che ci ricorda qualcosa di tremendamente reale. Un campanello che con un "diiin" nella nostra testa ci rammenta l'opportunità tremendamente bella che la vita ci dà per farne un tesoro grande. Senza lasciarla volare via, sprecata. Ma cogliendola cogliendo ogni attimo. Tanto banale a dirsi e tanto difficile a farsi. Notare l'attimo che fugge e coglierlo al volo, senza troppa paura e senza "ma", senza posticipi nè scusanti, " [...] che il potente spettacolo continua e tu puoi contribuire con un verso. Quale sarà il tuo verso? "
Solo un piccolo assaggio..
" La verità è una coperta che ti lascia scoperti i piedi!"
" No, non ci faccia caso, continui con la coperta, mi parli della coperta "
"Tu la tiri, la spingi e lei non basta mai! Anche se ti dibatti, non riesci a coprirti tutto... Dal momento in cui nasci piangendo al momento in cui esci morendo, ti copre solo la faccia e tu piangi e gridi e gemi! "
" Il musicista, bravo ma incontrollabile, viene cacciato dalla band da lui stesso creata e, grazie ad un inganno, si sostituisce all'amico professore nella scuola più prestigiosa e politically correct dello stato; seguono varie peripezie che lo portano a far scoprire negli annoiati studenti l'amore per la musica ed il senso della vita. Tutto visto e già visto in salsa drammatica, poetica, razionale. Stavolta però, la forma sorpassa il contenuto e la messa in scena non si perde in pistolotti morali per andare dritta al cuore (e al senso del ritmo) degli spettatori. School of rock è uno dei film più genuinamente spassoso. Solo la sequenza con la quale Jack Black introduce se stesso ed il suo "programma scolastico" agli attoniti studenti, vale il prezzo del biglietto. Linklater, noto fine intellettuale e amante dei ricami formali e stilistici, trova incredibilmente i tempi comici esatti e grazie ad un cast straordinario ed ad una colonna sonora semplicemente epocale (poteva essere altrimenti?), realizza un film di straordinaria banalità che riesce al contempo ad essere irresistibile e perfetto nell'intento per il quale è stato pensato: divertire.
Jack Black è semplicemente immenso. Lui stesso musicista e cantante in un gruppo semi-amatoriale, interpreta il protagonista con una partecipazione ed una intensità encomiabili .Scatenato, senza freni, riesce ad essere al contempo svitato, rigoroso, brillante: raramente in altre pellicole si è vista una tale aderenza tra l'attore ed il personaggio che interpreta. Già ottimo nel film dei Farrelly, Amore a prima svista, ottiene con School of rock, la sua definitiva consacrazione.
I ragazzi della classe, anzi della scuola del rock, sono assolutamente strabilianti sia dal punto di vista musicale (tutti i pezzi sono "in presa diretta") che di presenza scenica e danno un plus di vitalità e freschezza al film. Niente male nemmeno Joan Cusak nella parte della etilica e frustrata preside e fate attenzione all'inconsistente Mike White alias Ned Schneebly, l'amico di Black...il film l'ha scritto lui! School of Rock supera i confini della commedia tradizionale, diventa un romanzo formativo, un pazzo helzapoppin di situazioni, scene e gag, mescolate a tempo di rock da un Linklater lontano dall'etichetta di radicale sperimentatore ed innovatore a tutti i costi, e finalmente libero di parlare un linguaggio cinematografico diretto e schietto, seppur inevitabilmente meno raffinato e formalmente convincente. I binari percorsi dal film, portano ad una morale semplice ed essenziale:mai mollare, ma, al contrario di tante pellicole in cui questa risulta un fardello politacally correct appiccicato, giusto per dare senso a trame banali e scontate, in School of Rock è il giusto collante di una storia semplice e genuina. Da vedere e... "occhio al potente!". "
Giusto un attimo fa sono uscite dalla porta di casa mia tre splendide fanciulle che ho l'enorme fortuna di avere come amiche. Quelle amiche con cui cinese ordinato mangiato a casa e filmettino sul divano diventano il massimo. Se poi ci aggiungi una macchina fotografica che spara a mitraglietta..!!
L'idea iniziale era quella di guardare una delle ultime uscite, in dvd, ma poi il fascino della cassetta vecchia del film vecchio ha avuto la meglio.
Risultato: " Jumanji ".
Al di là delle teste ciondolanti per il sonno imponente... "Jumanji " è un MUST.
" Judy e Peter, rimasti orfani, prendono dimora con una giovane zia in una grande villa da tempo sfitta. Nella soffitta, s'imbattono in un gioco da tavolo dal nome esotico e cominciano una partita. Ma già al primo colpo di dadi è chiaro che Jumanji non è un gioco come gli altri. Rampicanti carnivori, zanzare giganti, zebre ed elefanti escono dal nulla e distruggono la casa e la città. Dalla giungla torna anche Alan (Robin Williams), un uomo che 26 anni prima, giocando con un'amichetta, era finito sulla casella sbagliata ed era scomparso, dato per morto. Come porre fine all'incubo? Solo terminando la partita. "
Non ci sono scuse. Va guardato!! E non devo starvi a convincere perchè "Jumanji " è " Jumanji " e non esiste non averne sentito parlare e non aver la curiosità di scoprire cosa succede!!
Un grandissimo Robin Williams, come da copione e una giovanissima Kirsten Dunst agli inizi.
Non scaricatelo!! Andate in un videonoleggio e chiedete il VHS..tutta un'altra cosa!
Mymovies: ***
Chiara: ****
" JUMANJI " : ***/* MOLTO CONSIGLIATO.
(Di quelle scene che..le vedi e non riesci a smettere di ridere!!)
" Oh no… il gioco pensa che abbia tirato! "
" Come sarebbe "il gioco pensa"? "
" Amanda vive a Los Angeles dove è il capo di una società che realizza trailer cinematografici. La sua vita professionale va a gonfie vele mentre la sfera privata è un disastro per via della sua tendenza a voler avere ad ogni costo il controllo sulle sue emozioni. Dall'altra parte dell'Oceano c'è Iris, una giornalista inglese di cronaca rosa che si innamora sempre delle persone sbagliate finendo per essere vittima dell'amore a causa della sua natura romantica. L'ennesima delusione sentimentale spingerà le due donne, così diverse fra loro, a sentire la necessità di un cambiamento netto. Grazie a un annuncio online decidono di scambiarsi l'abitazione per le vacanze, e a 6000 miglia di distanza da casa riusciranno finalmente a riappropriarsi della propria vita. "
Una commedia fatta bene!!! Ultimamente non è facile trovarne. E per noi "adoratrici" di commedie romantiche è una vera tragedia.
Lo so che una fetta consistente di persone non sopporta le "storielle" e che è troppo impegnata a dimostrare di essere di livello superiore per perdere tempo con certi film ma sono profondamente convinta che tanto di questo rifiuto sia un atteggiamento e che in fondo una sbirciatina dentro ce la darebbero volentieri.....!!! Ma non rigirerò il coltello nella piaga..
Comunque. Se qualcuno avesse voglia di sdarsi con una "commedioluccia" di buon livello, provi questa. E' un cocktail completo. Tanti ingredienti diversi, tanti punti di forza diversi.
" Cameron Diaz e Kate Winslet danno volto, corpo e sfumature a Amanda e Iris rendendole vere e toccanti. I loro personaggi rappresentano tutte le donne del mondo: sono fragili, decise, ambiziose, sognatrici, buffe, tenere, sensuali, appassionate, ironiche, sono piene di complessi e imperfette, ma così infinitamente deliziose. La presenza di Jude Law e Jack Black giustifica la massima di Shakeaspeare citata a inizio film dalla voce fuori campo della Winslet, "i viaggi finiscono laddove si incontrano gli amanti", una frase che ben definisce la sostanza dell'opera. La regista, sceneggiatrice e produttrice della pellicola Nancy Meyers, che già aveva dato prova di abilità nel confrontarsi con il mondo maschile proiettato in quello femminile in What Women Want, si posiziona sulle coordinate segnate da Nora Ephron ai tempi di Harry ti presento Sally per descrivere nuovamente il complesso universo dell'amore. Ma al di là del contenuto sentimentale non si tratta semplicemente di una commedia romantica. È innanzitutto un omaggio alle grandi commedie americane degli anni '50 e '60 delle quali possiede la brillantezza della sceneggiatura (non c'è neanche una battuta fuori posto), il ritmo e l'ambientazione fiabesca resa ancora più dolce dal contesto natalizio. Il film contiene tutte le componenti della settima arte: il trailer (Amanda ne è ossessionata), il soundtrack (Jack Black è un compositore di colonne sonore) e la scrittura (Eli Wallach è un anziano sceneggiatore hollywoodiano in pensione) e ritrova il vecchio glamour della Mecca del cinema. Il pubblico femminile si identificherà con le protagoniste e verrà travolto dalle emozioni sperando in un finale felice. Gli uomini probabilmente troveranno L'amore non va in vacanza un po' sdolcinato, ma i cuori sensibili sapranno apprezzarne la "purezza". "
Mymovies: ***
Chiara: ****
" L'AMORE NON VA IN VACANZA " : **** MOLTO CONSIGLIATO.
" Se tu fossi una melodia userei solo note belle.. "
" Due adolescenti in trasferta in Africa per raggiungere i genitori impegnati in un centro di ricerca in Kenya, si spingono nella foresta e tra i primitivi per soddisfare la loro sete di avventura. Adottano anche un cucciolo di ghepardo, che diverrà preda di avventurieri in cerca di un animale da corsa. I due ragazzi, con un piccolo indigeno, vagano per l'Africa tra scenari meravigliosi e sconosciuti alla ricerca del loro amico ghepardo. "
L'ennesimo meraviglioso ricordo d'infanzia che la Disney è stata in grado di regalarmi. Come solo la Disney sa fare e può fare. Ci sono film che hai consumato e consumato a furia di guardarli. Quelli perfetti per tutte le volte che ti ammalavi e dovevi restare chiuso in casa. Quelli che finiti i titoli di coda..via, di nuovo dall'inizio!! E senza mai stancarsene. Sono quei film che non ci sono più. O forse non sembrano esserci più perchè l'infanzia è finita. E nessun film adesso può suscitare il solito effetto di "allora". Può darsi che a un bambino di oggi questi film di "allora" non piacciano e che i gusti si siano orientati su tutt'altro genere. A esser sincera però ho dei seri dubbi. Questa è una storia di amicizia. E l'amicizia la conoscono tutti i bambini. E, se è per questo, la conoscono anche tutti gli adulti. Non è detto che se la ricordino troppo o che la sappiano dare o che la sappiano accogliere, ma la conoscono. E' un film per tutti quindi. Grandi e piccini. Per chi ha voglia di pensare che il sentimento d'affetto esista, puro, semplice, diretto, senza condizioni, senza compromessi.
Devo solo tirare fuori la cassetta su cui l'avevo registrato. La "cassetta". Già. E anche sul fascino della cassetta, ci sarebbero cose da dire. Ma chi è cresciuto con le cassette non ha bisogno che glielo racconti, sono sicura saprà perfettamente cosa intendo!!
Mymovies solo due stelline. Tirchiaccio!!
Chiara, almeno ***/*.
" UN GHEPARDO PER AMICO " : *** CONSIGLIATO.
Vi riporto un pezzettino della prima parte del film...
" Guai non bussa mai a porta "
" Tu sai un sacco di proverbi, ma nessuno ha un senso!! "
E ricordiamoci che gli animali hanno sempre qualcosa da insegnarci..
" Sulla strada un uomo e un bambino procedono dietro a un carrello e dentro "una notte più buia del buio e un giorno più grigio di quello passato". Una pioggia radioattiva ha spento i colori del mondo, una guerra o forse un'apocalisse nucleare ha terminato la natura e le sue creature: gli alberi cadono, gli uccelli hanno perso l'intenzione del volo, il mare ha esaurito il blu, gli uomini non sognano più e si nutrono di uomini e crudeltà. Dal passato verso un futuro che non si vede si muovono un padre e un figlio, resistendo alle intemperie e agli assalti dei disperati con due colpi in canna e il fuoco dell'amore. In viaggio verso sud, il genitore racconta al bambino la sua vita a colori, piena di musica e della dolcezza bionda di sua madre, inghiottita dalla notte e dalla paura di sopravvivere. Lungo la strada il ragazzo esplorerà la propria umanità, imparando la conoscenza del bene e del male. "
" Kate Fitzgerald è un'adolescente innamorata della vita e colpita a pochi anni da una forma aggressiva di leucemia. La sua famiglia, partecipe e protettiva, combatte da sempre la sua battaglia. Sara, la madre, ha abbandonato lavoro e carriera per garantirle cure e sostegno; Brian, il padre, veglia sulla famiglia e cerca come può di contenere il dolore della figlia e l'ostinata determinazione della moglie davanti alla malattia; Jesse, figlio maggiore, è un ragazzo introverso e suo malgrado defilato; Anna, figlia minore, ha undici anni ed è stata concepita in provetta per "riparare" la patologia progressiva della sorella maggiore. Provata emotivamente e sfinita dal disinteresse della madre, sempre troppo concentrata su Kate, Anna denuncia i genitori e chiede l'emancipazione medica e i diritti sul proprio corpo. Il processo li dividerà fino a riunirli. "
" La custode di mia sorella tocca le corde giuste anche se a volte la sceneggiatura latita in cerca della lacrima facile, ma grazie ad un paio di giovani e talentuose promesse che potrebbero dare una gran lezione di recitazione a molti presunti divi, e una Cameron Diaz finalmente in una veste lontanissima dalle frivolezze della comedy romance, permetterà di commuoversi e al contempo riflettere su un argomento etico molto attuale e controverso. "
Ho pianto tanto. E qui finisco.
E' stato criticato in tutti i modi possibili e forse, in parte, a ragione.
Ma questa volta mi concedo il lusso di pensare solo all'emozione. E l'emozione, per me, non è mancata.
Abigail Breslin splendida come sempre. Sofia Vassillieva, ottima prova.
Mymovies: ***
Chiara: ***
" LA CUSTODE DI MIA SORELLA " : *** CONSIGLIATO.
" E se i vostri genitori vi hanno messo al mondo per una ragione, è meglio che quella ragione continui ad esistere, perché se mai se ne andasse, voi fareste la stessa fine. "
" La storia è ambientata in Sudafrica, nel periodo immediatamente successivo alla caduta dell'apartheid (quindi nel 1995) e all'insediamento di Nelson Mandela come presidente. Appena entrato in carica, Mandela si pone l'obiettivo di riappacificare la popolazione del paese, ancora divisa dall'odio fra i neri e i bianchi afrikaner. Simbolo di questa spaccatura diventa la nazionale di rugby degli Springboks, simbolo dell'orgoglio afrikaner e detestata dai neri, che proprio in seguito alla caduta del regime dell'apartheid viene riammessa nelle competizioni internazionali dopo un boicottaggio di circa un decennio. In vista della Coppa del Mondo del 1995, ospitata proprio dal Sudafrica, Mandela si interessa delle sorti della squadra, con la speranza che una eventuale vittoria contribuisca a rafforzare l'orgoglio nazionale e lo spirito di unità del paese. In particolare, entra in contatto con il capitano Francois Pienaar, facendogli capire l'importanza politica della incombente competizione sportiva. Questa frequentazione fra Pienaar e Mandela dà inizio a una serie di eventi che rafforzano il morale degli Springboks (reduci da un lungo periodo di sconfitte) e li conducono fino a una insperata vittoria in finale contro i temibili All Blacks. Il successo della nazionale diventa simbolo della grandezza della neonata "Rainbow Nation".
" Ci sono film buonisti e buoni film. Invictus appartiene ai secondi. "
" Invictus è l'ulteriore canto del cigno di un cinema che non esiste più, che accetta il sacrificio dello spettacolo, modernamente inteso, ma che ha ancora moltissimo da dire in termini di morale e generosità. "
" La maestria di Eastwood, una volta di più, si esprime nel rigore morale e tecnico e nell’onestà artistica di un’opera che fonde azione, eccitazione agonistica, carattere politico, biopic e tematica sociale in un'asciuttezza formale e intellettuale che non nasconde la viva ammirazione nei confronti di Mandela. L’impianto è classico e robusto, spartano nel più efficace dei modi eppure epico. E malgrado si conosca fin dall’inizio l’esito della storia, non c’è modo di sottrarsi alla forza di uno spettacolo che coinvolge e trascina verso il tifo vero, quello che spinge a sperare con tutti i nervi che i giocatori segnino la meta della vittoria e che l’arbitro fischi subito la fine della partita. "
" Morgan Freeman nei panni di Mandela è l’incarnazione della più autentica realizzazione professionale. L’incontro tra lui e il SUO personaggio si concretizza in un’esplosione visiva che diventa esperienza collettiva. Un ritratto unico, malinconico, solitario eppure vitalissimo. "
" Film di altissima qualità, come Eastwood ci ha ormai abituato da tempo, dove la bellissima colonna sonora stempera le tentazioni agiografiche alle quali, in un film del genere, è difficile resistere. "
" Mentre si assiste a questa pellicola diventa ineluttabile parteggiare ed abbracciare un ideale di uguaglianza capace di travalicare le diversità che dividono gli uomini. "
Consiglio " Invictus " senza alcun dubbio. Solo uno dei tanti lavori eccezionali a cui Clint, maestro indiscusso ed indiscutibile di cinema, ci ha abituato nel tempo e di cui continua a regalarci esempi nonostante l'avanzata età.
Non sarà un capolavoro tanto quanto "Gran Torino" (di cui a breve racconterò qualcosa) o "Million Dollar Baby" ma resta un grande film. E non perchè di difetti non ce ne siano.
Semplicemente, prendi per mano Mandela dall'inizio e lo lasci andare solo ai titoli di coda. E con lui ripercorri tutto. Sentendo. Parteggiando. Sperando. Coinvolge e coinvolge l'affetto. E questo è tantissimo.
Mymovies: ***/*
Chiara: ***/*
" INVICTUS " : ***/* MOLTO CONSIGLIATO.
" Non importa quanto sia stretta la porta,
quanto piena di castighi la vita.
Son Io il signore del mio destino.
Son Io il capitano dell’anima mia. "
" Duca di York e secondogenito di re Giorgio V, Bertie è afflitto dall'infanzia da una grave forma di balbuzie che gli aliena la considerazione del padre, il favore della corte e l'affetto del popolo inglese. Figlio di un padre anaffettivo e padre affettuoso di Elisabetta (futura Elisabetta II) e Margaret, Bertie è costretto suo malgrado a parlare in pubblico e dentro i microfoni della radio, medium di successo degli anni Trenta. Sostituito il corpo con la viva voce, il Duca di York deve rieducare la balbuzie, buttare fuori le parole e trovare una voce. Lo soccorrono la devozione di Lady Lyon, sua premurosa consorte, e le tecniche poco convenzionali di Lionel Logue, logopedista di origine australiana. Tra spasmi, rilassamenti muscolari, tempi di uscita e articolazioni più o meno perfette, Bertie scalzerà il fratello “regneggiante”, salirà al trono col nome di Giorgio VI e troverà la corretta fonazione dentro il suo discorso più bello. Quello che ispirerà la sua nazione guidandola contro la Germania nazista. "
Premetto questo. Se potessi, Colin Firth me lo sposerei. Peccato che proprio "non può".
Uno di quei film che dall'inizio alla fine ti stampa in faccia un sorrisino ebete di piacere che si dura fatica a togliere. Divertente, commovente, intelligente, grande e piccolo allo stesso tempo, umano, VICINO.
Leggete questa recensione, parla al posto mio e parla meglio di quanto farei io.
Ero partita scettica la sera che sono stata al cinema . Mi dava l'impressione di una mattonata storica pazzesca. E la noia è la cosa che più mi disturba quando guardo un film. Perciò, una sorpresa. Una gran bella sorpresa di film. Un cast straordinario e Colin...beh, che devo dire di Colin che già non si sappia!! Date uno sguardo alla filmografia. Basta a rendersi conto di quanto Colin sia. Si misura in tutto e in tutto incredibilmente bene. Applausi anche per il convincentissimo Geoffrey Rush e per Helena Bonham Carter che ha dimostrato di sapersi muovere alla grande anche in un ruolo tanto distante dai suoi più tipici.
" New York, anni venti : l'autore teatrale David Shayne presenta al suo produttore una nuova commedia, God of Our Fathers, ottenendo un finanziamento per metterla in scena a Broadway. In realtà, però, il finanziatore dello spettacolo è Nick Valenti, temuto boss della mafia, che accetta di sponsorizzare l'opera di Shayne in cambio una parte per la sua amante, Olive, una ballerina di nightclub totalmente priva di talento, scortata passo passo dalla sua guardia del corpo, soprannominata Cheech.
Lo scrittore è costretto ovviamente ad accettare il compromesso, seppur a malincuore, ma riesce a relegare l'incapace e capricciosa attrice in un ruolo minore, ottenendo per la parte principale la celebre Helen Sinclair, una nevrotica ed eclettica star di Broadway, alla ricerca di un buon ruolo per risollevare la sua carriera dopo una serie di insuccessi, accanto al quale reciterà Warner Purcell, un attore inglese con problemi di peso. David inizia ad invaghirsi della sua prima attrice ed è costretto, suo malgrado, ad adattare il testo alle esigenze dei suoi attori. Un giorno, durante le prove, Cheech suggerisce a David, in crisi per i litigi fra i vari attori e per le loro lamentele, alcune varianti al copione, che tutti i presenti, dagli attori al produttore, trovano buone, e convincono David, scettico che un rude sicario mafioso possa capirne qualcosa di teatro, ad usarle nel testo. I consigli di Cheech si rivelano geniali per intuizione e profondità, e a poco a poco conquista la fiducia di David, sino a diventare il vero autore del nuovo copione, completamente riscritto con i suoi consigli, pur rimanendo nell'ombra. Cheech prende talmente a cuore questa sua nuova dote di scrittore improvvisato da non poter più sopportare l'interpretazione di Olive, non esitando ad eliminarla in nome dell'arte. "
Pallottole su Broadway è un film del 1994. Tra i protagonisti figurano i bravissimi Chazz Palminteri, John Cusack e Dianne Wiest, premio Oscar migliore attrice non protagonista e molti altri attori di livello.
Non avevo idea dell'esistenza della commedia fino a che la compagnia teatrale di cui faccio parte non ha deciso di portarne in scena l'adattamento teatrale.
[ Ne approfitto per fare un pò di pubblicità: potete trovare la Compagnia I Felloni alle prese con la malavita di Woody, sabato 1 ottobre presso il teatro "Il nuovo" di Bosco Mesola, provincia di Ferrara ed anche 10-11 Dicembre presso il teatro "Reims" a Firenze. Vi aspettiamo!! ]
Dal momento che il mio parere è sempre il mio e spesso in contrasto con quello di altri, in questo caso farò diversamente. Vi riporto qualche sprazzo di recensioni raccolte qua e là nel web, decidete poi voi cosa volete farne!!
" Tra i lavori “leggeri” di Allen forse il meno divertente ma è sempre il prodotto di un genio. " " Wiest e Palmentieri al top. " " Cusack doveva crescere, gli davano delle caratterizzazioni da fame a quell’epoca. “Pallottole su Broadway” merita un posticino in archivio, comunque. " " Grandi, come in ogni film di Woody Allen, gli attori, tutti perfetti nel dare vita a personaggi diversissimi tra loro. " " La trama è scontata e già vista mille volte, ma non è questo il difetto. Mancano al film parte delle qualità che hanno sempre caratterizzato le opere «leggere» del solitamente geniale regista newyorchese: le battute fulminanti e memorabili, il ritmo veloce, l’inventiva e l’arguzia. Da plauso scenografia, fotografia, colonna sonora. "
" In connubio costante con l'assurdità più totale, è un film spassoso pieno di inventiva, con un'ottima scenografia e fotografia, che si appoggia sul brio degli interpreti, tutti bravi, e su una sceneggiatura imprevedibile. Allen potrà dire di non essere un artista (battuta pronunciata dal protagonista del film), ma anche quando fa film leggeri come questo riesce a colpire con la sua inventiva formidabile ed i suoi dialoghi esilaranti. "
Un film che piace e che non piace insomma, come tutti del resto, ma che di base lascia percepire con forza la grandezza di chi l'ha ideato e la bravura di chi ci ha messo la faccia.
Dico la mia e concludo: personaggi assurdamente interessanti, pieni di sfaccettature esilaranti e complicate. Un intreccio di fili che in maniera piuttosto lineare e a dir poco piacevole tornano a posto. Grandi interpretazioni. Colonna sonora da "buongustai".
Sono leggermente di parte, lo so, e forse il fatto di lavorarci sopra per farne uno spettacolo rende tutto più coinvolgente, ma proprio non riesco a parlare male di queste "pallottole" !!!
Mymovies: ***
Chiara/Olive: ***
Con tre stelline non si dice di no.
" PALLOTTOLE SU BROADWAY " : *** CONSIGLIATO.
" Il mondo ti si aprirà come un'ostrica. Anzi no. Come una meravigliosavagina "
" Primo anno dell'occupazione tedesca in Francia. Il Colonnello delle SS Hans Landa, dopo un lungo e mellifluo interrogatorio, decima l'ultima famiglia ebrea sopravvissuta in una località di campagna. La giovane Shosanna riesce però a fuggire. Diventerà proprietaria di una sala cinematografica in cui confluirà un doppio tentativo di eliminare tutte le alte sfere del nazismo, Hitler compreso. Infatti, al piano messo in atto artigianalmente dalla ragazza se ne somma uno più complesso. Ad organizzarlo è un gruppo di ebrei americani guidati dal tenente Aldo Raine i quali non si fermano dinanzi a niente pur di far pagare ai nazisti le loro colpe.
Quentin Tarantino colpisce ancora. La sua passione per il cinema di genere, unita al piacere di raccontare storie, lo porta a riscrivere la Storia ufficiale con un attentato a Hitler collocato nell'unico luogo in cui il regista americano può pensare si possa attuare una giustizia degna di questo nome: una sala cinematografica. È solo al cinema che i cattivi muiono quando devono e gli eroi si sacrificano o trionfano.
È cinema puro quello che Tarantino porta sullo schermo, come biglietto da visita di Bastardi senza gloria nella prima mezzora. I tempi, i dialoghi, la tensione, l'ironia giocata sul versante delle lingue differenti (elemento che sarà il fil rouge di tutto il film) ne fanno un piccolo/grande gioiello é [..]. Grazie alla straordinaria prestazione di tutto il cast ma in particolare a quella di Christoph Waltz (attore austriaco semisconosciuto da noi a riprova che, al di là dei proclami sulla circolazione delle idee, conosciamo pochissimo del cinema europeo) e grande rivelazione di questo film, Tarantino conduce le danze rendendo omaggio a Enzo Castellari senza per questo avere la minima intenzione di realizzare un remake [...]. "
Ho adorato questo film. Grandioso. Non importa che mi metta ad elencare tutto quello che mi ha colpita..troppo tempo!! Dico una cosa su tutte. Quella più palese anche. Christoph Waltz. Ricordiamoci questo nome e se ne abbiamo la possibilità cerchiamo di guardare qualche altro film in cui dia prova di sè.
E' sublime. Un film forte dall'inizio alla fine con vetta d'angoscia nei primi cinque minuti.
Spero lo guardiate.
Non so per quale idiota motivo ma oggi si tende a "snobbare" i film sulla persecuzione ebraica come se fossero passati di moda, come se non avessero più niente da raccontare, come se le tragedie e le colpe fosse meglio nasconderle piuttosto che affrontarle. Come se sentirsi sbattere in faccia gli orrori di cui l'umanità è capace, ci rendesse peggiori. Ho sentito fare questo discorso del "basta ebrei" troppe volte.
Non è mai troppo quando si tratta di non dimenticare. E vale per la shoah come per qualsiasi altra macchia nera della storia dell'uomo.
Perciò, niente discorsi stupidi. C'è da soffrire a vedere certi film, è vero. Perchè non sono copioni recitati. Ma pagine di storia. Ma a maggior ragione vanno "studiate" e se ci rimangono indigeste, meglio!! Aiuterà a non ricadere in certi errori, se così possiamo chiamarli.
Mymovies: ***/*
Chiara: ****
" BASTARDI SENZA GLORIA " : **** CONSIGLIATISSIMO.
"Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario"