venerdì 2 settembre 2011

" Invictus " regia di Clint Eastwood

" La storia è ambientata in Sudafrica, nel periodo immediatamente successivo alla caduta dell'apartheid (quindi nel 1995) e all'insediamento di Nelson Mandela come presidente. Appena entrato in carica, Mandela si pone l'obiettivo di riappacificare la popolazione del paese, ancora divisa dall'odio fra i neri e i bianchi afrikaner. Simbolo di questa spaccatura diventa la nazionale di rugby degli Springboks, simbolo dell'orgoglio afrikaner e detestata dai neri, che proprio in seguito alla caduta del regime dell'apartheid viene riammessa nelle competizioni internazionali dopo un boicottaggio di circa un decennio. In vista della Coppa del Mondo del 1995, ospitata proprio dal Sudafrica, Mandela si interessa delle sorti della squadra, con la speranza che una eventuale vittoria contribuisca a rafforzare l'orgoglio nazionale e lo spirito di unità del paese. In particolare, entra in contatto con il capitano Francois Pienaar, facendogli capire l'importanza politica della incombente competizione sportiva. Questa frequentazione fra Pienaar e Mandela dà inizio a una serie di eventi che rafforzano il morale degli Springboks (reduci da un lungo periodo di sconfitte) e li conducono fino a una insperata vittoria in finale contro i temibili All Blacks. Il successo della nazionale diventa simbolo della grandezza della neonata "Rainbow Nation".

" Ci sono film buonisti e buoni film. Invictus appartiene ai secondi. " 

Invictus è l'ulteriore canto del cigno di un cinema che non esiste più, che accetta il sacrificio dello spettacolo, modernamente inteso, ma che ha ancora moltissimo da dire in termini di morale e generosità. "

" La maestria di Eastwood, una volta di più, si esprime nel rigore morale e tecnico e nell’onestà artistica di un’opera che fonde azione, eccitazione agonistica, carattere politico, biopic e tematica sociale in un'asciuttezza formale e intellettuale che non nasconde la viva ammirazione nei confronti di Mandela. L’impianto è classico e robusto, spartano nel più efficace dei modi eppure epico. E malgrado si conosca fin dall’inizio l’esito della storia, non c’è modo di sottrarsi alla forza di uno spettacolo che coinvolge e trascina verso il tifo vero, quello che spinge a sperare con tutti i nervi che i giocatori segnino la meta della vittoria e che l’arbitro fischi subito la fine della partita. "

" Morgan Freeman nei panni di Mandela è l’incarnazione della più autentica realizzazione professionale. L’incontro tra lui e il SUO personaggio si concretizza in un’esplosione visiva che diventa esperienza collettiva. Un ritratto unico, malinconico, solitario eppure vitalissimo. "

" Film di altissima qualità, come Eastwood ci ha ormai abituato da tempo, dove la bellissima colonna sonora stempera le tentazioni agiografiche alle quali, in un film del genere, è difficile resistere. "

" Mentre si assiste a questa pellicola diventa ineluttabile parteggiare ed abbracciare un ideale di uguaglianza capace di travalicare le diversità che dividono gli uomini. "

Consiglio " Invictus " senza alcun dubbio. Solo uno dei tanti lavori eccezionali a cui Clint, maestro indiscusso ed indiscutibile di cinema, ci ha abituato nel tempo e di cui continua a regalarci esempi nonostante l'avanzata età.
Non sarà un capolavoro tanto quanto "Gran Torino" (di cui a breve racconterò qualcosa) o "Million Dollar Baby" ma resta un grande film. E non perchè di difetti non ce ne siano.
Semplicemente, prendi per mano Mandela dall'inizio e lo lasci andare solo ai titoli di coda. E con lui ripercorri tutto. Sentendo. Parteggiando. Sperando. Coinvolge e coinvolge l'affetto. E questo è tantissimo.

Mymovies: ***/*
Chiara: ***/*

" INVICTUS " : ***/* MOLTO CONSIGLIATO.


" Non importa quanto sia stretta la porta,
quanto piena di castighi la vita.
Son Io il signore del mio destino.
Son Io il capitano dell’anima mia. "
William Ernest Henley

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