" Che poi alla fine nessuno sarà mai medico soltanto "
Ed infatti.
La storia è quella di un medico indifferente, quella di un medico pieno di numeri non di pazienti, di un chirurgo che aggiusta macchine non persone, cura malattie non malati; quella di un medico che si scopre malato, di un medico malato che si imbatte in altri medici indifferenti e cinici che lo lasciano solo, quella di un medico malato non più tanto indifferente che rivede se stesso negli altri medici indifferenti avendone orrore e che al contempo scopre l'altro lato della medaglia, l'altra faccia dell'ospedale, quella che molto del personale non vede e non penetra, quella in cui uomini soffrono e, non di rado, soli, come lui adesso; lì si combatte la guerra vera, la più dura, che non ha niente a che fare con quante operazioni di successo si sono portate a casa nè con quanta fama si è ottenuta, nè con quante cause legali si sono vinte falsificando cartelle, ma con la vita e, peggio, con la morte. Ma di questo lato della barricata lui non sa niente.
E'la storia di un malato-medico-amico che impara ad imparare dalla malattia e dalla forza che altri hanno nell'affrontarla, che impara a dare forse per la prima volta la giusta importanza alle cose piccole e grandi, al tempo, alle relazioni. E' la storia di un malato-medico-marito che riscopre a piccoli passi il piacere dell'affacciarsi al di là del proprio egoismo e della propria auto-esaltazione, un malato-marito-padre che impara da capo la comunicazione e l'aprirsi agli altri, l'amare di nuovo, l'ascoltare, un uomo che scopre la difficoltà e l'importanza di chiedere aiuto e di saper sentire davvero gli altri quando ce ne chiedono.
E' la storia di un uomo-malato di nuovo medico che, provando a dare un senso vero alla sua famiglia, al suo lavoro, alla sua vita, decide di volgere l'indifferenza in interesse, partecipazione, rispetto.
E' la storia di un medico guarito ma sano solo per la prima volta, solo ora che ha sperimentato cosa si provi a stare prima di qua e poi, all'improvviso, di là, a sentirsi prima infallibili poi irrimediabilmente impotenti.
E' la storia di chi finalmente si vede allo specchio e invece di rimirare la propria superficialità scopre di non andarsi bene e prova con umiltà a ripartire da capo e a farsi migliore.
Lo consiglio veramente. A tutti. Ed in particolare a chi aspiri a diventare medico o, più genericamente, a chi avrà nel proprio futuro ipotetici pazienti. O ancor più in generale, a chi voglia imparare qualcosa della difficile arte del comunicare. Non conoscevo "The Doctor". L'università serve anche a questo per fortuna. A dare spunti interessanti che scavalchino il semplice gesto del tenere il naso sul libro.
Mymovies: **/*
Chiara: ***
"UN MEDICO UN UOMO" : *** CONSIGLIATO.
Il "nuovo" McKee alle prese con i suoi studenti sul finire del film:
" La linea tra paziente e non è molto sottile "

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