mercoledì 31 agosto 2011

" Bastardi senza gloria " regia di Quentin Tarantino

" Primo anno dell'occupazione tedesca in Francia. Il Colonnello delle SS Hans Landa, dopo un lungo e mellifluo interrogatorio, decima l'ultima famiglia ebrea sopravvissuta in una località di campagna. La giovane Shosanna riesce però a fuggire. Diventerà proprietaria di una sala cinematografica in cui confluirà un doppio tentativo di eliminare tutte le alte sfere del nazismo, Hitler compreso. Infatti, al piano messo in atto artigianalmente dalla ragazza se ne somma uno più complesso. Ad organizzarlo è un gruppo di ebrei americani guidati dal tenente Aldo Raine i quali non si fermano dinanzi a niente pur di far pagare ai nazisti le loro colpe.

Quentin Tarantino colpisce ancora. La sua passione per il cinema di genere, unita al piacere di raccontare storie, lo porta a riscrivere la Storia ufficiale con un attentato a Hitler collocato nell'unico luogo in cui il regista americano può pensare si possa attuare una giustizia degna di questo nome: una sala cinematografica. È solo al cinema che i cattivi muiono quando devono e gli eroi si sacrificano o trionfano.
È cinema puro quello che Tarantino porta sullo schermo, come biglietto da visita di Bastardi senza gloria nella prima mezzora. I tempi, i dialoghi, la tensione, l'ironia giocata sul versante delle lingue differenti (elemento che sarà il fil rouge di tutto il film) ne fanno un piccolo/grande gioiello é [..]. Grazie alla straordinaria prestazione di tutto il cast ma in particolare a quella di Christoph Waltz (attore austriaco semisconosciuto da noi a riprova che, al di là dei proclami sulla circolazione delle idee, conosciamo pochissimo del cinema europeo) e grande rivelazione di questo film, Tarantino conduce le danze rendendo omaggio a Enzo Castellari senza per questo avere la minima intenzione di realizzare un remake [...]. "

Ho adorato questo film. Grandioso. Non importa che mi metta ad elencare tutto quello che mi ha colpita..troppo tempo!! Dico una cosa su tutte. Quella più palese anche. Christoph Waltz. Ricordiamoci questo nome e se ne abbiamo la possibilità cerchiamo di guardare qualche altro film in cui dia prova di sè.
E' sublime. Un film forte dall'inizio alla fine con vetta d'angoscia nei primi cinque minuti.
Spero lo guardiate.
Non so per quale idiota motivo ma oggi si tende a "snobbare" i film sulla persecuzione ebraica come se fossero passati di moda, come se non avessero più niente da raccontare, come se le tragedie e le colpe fosse meglio nasconderle piuttosto che affrontarle. Come se sentirsi sbattere in faccia gli orrori di cui l'umanità è capace, ci rendesse peggiori. Ho sentito fare questo discorso del "basta ebrei" troppe volte.
Non è mai troppo quando si tratta di non dimenticare. E vale per la shoah come per qualsiasi altra macchia nera della storia dell'uomo.
Perciò, niente discorsi stupidi. C'è da soffrire a vedere certi film, è vero. Perchè non sono copioni recitati. Ma pagine di storia. Ma a maggior ragione vanno "studiate" e se ci rimangono indigeste, meglio!! Aiuterà a non ricadere in certi errori, se così possiamo chiamarli.
Mymovies: ***/*
Chiara: ****

" BASTARDI SENZA GLORIA " : **** CONSIGLIATISSIMO.


"Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario"
Primo Levi

martedì 30 agosto 2011

" Into the Wild " regia di Sean Penn

Qualche giorno fa sono passata al MediaWorld e mi è cascato l'occhio sul dvd di questo tanto chiacchierato film. Tutti che ne sono rimasti colpiti, tutti che l'hanno trovato bellissimo, tutti che dicono faccia piangere. D'impulso l'ho comprato.
Ho spento giusto adesso la televisione.
Stasera non mi va di dare troppi giudizi, nè troppi consigli.
Devo ancora "digerire" e scoprire quanto mi è piaciuto.
Una bellissima storia, vera tra l'altro.
Una regia ben curata. Particolare.
Ma.
C'è un "ma" che aleggia dalle mie parti. Non riuscivo a dargli un nome a quel "ma". Poi credo che quel tizio speciale che era accanto a me sul divano abbia trovato il perchè di quel dubbio.
Forse troppo "romantico" ? Forse.
E per romantico intendo romantico nella sua accezione originaria. Non sentimentale. Romantico.

Mi limito a questo, il resto lo lascio a voi.



" LA FELICITA' E' REALE SOLO SE CONDIVISA "

lunedì 29 agosto 2011

" Si può fare " regia di Giulio Manfredonia

Vista l'ora tarda, non voglio perdermi in inutili tentativi di riproporre una recensione migliore di quella azzeccatissima di Mymovies. La curiosità di dedicare un paio d'ore al bellissimo film in questione dovrebbero scaturirla queste esaustive righe che riporto sotto.

" Milano, primi anni '80. Nello è un sindacalista dalle idee troppo avanzate per il suo tempo. Ritenuto scomodo all'interno del sindacato viene allontanato e "retrocesso" al ruolo di direttore della Cooperativa 180, un'associazione di malati di mente liberati dalla legge Basaglia e impegnati in (inutili) attività assistenziali. Trovandosi a stretto contatto con i suoi nuovi dipendenti e scovate in ognuno di loro delle potenzialità, decide di umanizzarli coinvolgendoli in un lavoro di squadra. Andando contro lo scetticismo del medico psichiatra che li ha in cura, Nello integra nel mercato i soci della Cooperativa con un'attività innovativa e produttiva.
"La follia è una condizione umana" dichiarava Basaglia, psichiatra. "In noi la follia esiste ed è presente come lo è la ragione. Il problema è che la società, per dirsi civile, dovrebbe accettare tanto la ragione quanto la follia, invece incarica una scienza, la psichiatria, di tradurre la follia in malattia allo scopo di eliminarla". Prima dell'introduzione in Italia della "legge 180/78", detta anche legge Basaglia, i manicomi erano spazi di contenimento fisico dove venivano utilizzati metodi sperimentali di ogni tipo, dall'elettroshock alla malarioterapia. Il film di Giulio Manfredonia si colloca proprio negli anni in cui venivano chiusi i primi ospedali psichiatrici e s'incarica di raccontare un mondo che il cinema frequenta raramente, non tanto quello trito e ritrito della follia, quanto quello dei confini allargati in una società impreparata ad accoglierne gli adepti. Attenzione però. Il regista evita accuratamente qualunque tipo di enfasi, sfiorando appena la drammaticità senza spettacolarizzarla, in favore di un impianto arioso, ridente, talvolta comico, letiziando lo spettatore con una commedia (umana) che diverte e allo stesso tempo fa riflettere.
Se Pippo Delbono nel documentario Grido mostrava una via alternativa alla pazzia attraverso il teatro, Manfredonia tramuta episodi reali - e nello specifico la storia della Cooperativa Sociale Noncello - in fiction, trattando con la dovuta discrezione un argomento tanto delicato che appartiene alla storia dell'Italia, nel rispetto di chi convive con l'infermità mentale e di chi ci lavora. La sceneggiatura scritta a quattro mani insieme all'autore del soggetto Fabio Bonifacci non ha falle e permette agli attori di immergersi nella condizione dei loro personaggi con grazia. Sebbene Claudio Bisio dia un'ottima prova recitativa nei panni di Nello, Si può fare è il frutto di un lavoro collettivo che vede tutti gli interpreti (compreso il regista) impegnati a ricreare un ambiente credibile nel quale far muovere a piccoli passi un ensemble di "matti" talmente autentici da strappare un applauso. "

Guardatelo, guardatelo, guardatelo!!! Come ritrovarsi dalle lacrime di commozione alle lacrime per il troppo ridere, in un attimo.

Mymovies: ***/*
Chiara: ****

" SI PUO' FARE " : **** CONSIGLIATISSIMO.


E ricordiamoci sempre che "chi vive senza follia non è così savio come crede".

domenica 28 agosto 2011

" Il cowboy con il velo da sposa " regia di David Swift

" In un campeggio alpino si incontrano per la prima volta due ragazze quattordicenni, che si assomigliano come due gocce d'acqua. Scoprono di essere sorelle: una vive con il padre che l'altra non conosce; e l'altra con la madre che la prima non ha mai visto. Alla fine delle vacanze, decidono di prendere l'una il posto dell'altra nelle rispettive famiglie e di adoperarsi per riunire i propri genitori. Ma il padre delle ragazze sta per sposarsi di nuovo; donde l'urgenza di convocare la madre presso la casa paterna. La nuova fidanzata è troppo interessata ai quattrini del maturo promesso sposo, e le figlie mettono in opera tutto il loro talento estroso per richiamare questi al suo dovere. Alla fine, dopo essere riuscite a cacciare di casa l'intrusa, le due ragazze vedono coronato il loro sogno con papà e mamma di nuovo riconciliati. "

E' uno di quei film che guardavo da piccola e che ho continuato a guardare per anni e che quando capita guardo ancora volentieri. Ci sono affezionata. Non si può che affezionarsi ad una chicca simile.
Un cast strepitoso ( magistrale interpretazione di Hayley Mills, spessa presenza di Maureen O'Hara, Brian Keith, Leo G.Carroll e molti altri) che non lascia il tempo di annoiarsi infilzando gags e battute, una dietro l'altra. E' un film per tutti, anche se devo ammettere che il pubblico femminile può darsi ne rimanga più entusiasta. Una commedia di altri tempi, per l'esattazza stiamo parlando di 50 tondi tondi "tempi fa". E dei film d'altri tempi ha tutto, pregi e difetti, e da sfondo un sapore ed un'atmosfera "fiabeschi".
Credo di volergli bene e per questo di vederlo più in alto di quanto non sia. Ma che importa? E' un film che rischia di finire nel dimenticatoio (sempre che non sia già successo) e prima che accada, credo valga la pena avergli dato un'occhiata!!!

Mymovies lo premia con tre stelline e mezzo.
Il Morandini Zanichelli Editore con sole due stelline.
Per me, considerato tutto, se ne merita almeno quattro.
Come si dice dalle mie parti "poggio e buca fa pari" perciò direi che, anche eliminando il mio eccesso di bontà per l'affetto che mi lega al film, tre stelline se le merita tutte.

"IL COWBOY CON IL VELO DA SPOSA" : *** CONSIGLIATO (aggiungo "parecchio").

Non trovando un trailer, ho optato per una scena che adoro!!


( E in conclusione lasciatemi dire che.....la Disney non fallisce MAI!! )

sabato 27 agosto 2011

" Ricomincio da capo " regia di Harold Ramis

Riporto la recensione di Movieplayer.it :

" Il Giorno della Marmotta è finalmente arrivato, anche se il simpatico animale protagonista di una delle più belle commedie realizzate all'inizio degli anni '90 (1992) non è il protagonista. Un Bill Murray più in forma che mai, nelle vesti dell' antipatico e spocchioso metereologo Phil Connors, è l'interprete principale di questo film, affiancato da una bravissima Andie MacDowell nei panni della collega giornalista.
Harold Ramis, già nel cast (assieme a Murray)di una delle più famose commedie americane degli anni '80, Ghostbusters, dirige questo film in modo allegro e intelligente prendendo come riferimento il giorno realmente festeggiato nella piccola cittadina americana della Pennsylvania dal nome impronunciabile, Punxsutawney.
Un storia sul cambiamento di una persona, cinica ed egocentrica, che è costretta suo malgrado a rivivere all'infinito lo stesso giorno, quello dedicato alle previsioni della marmotta che casualmente si chiama come il protagonista .
Phil "Bill Murray" Connors sarà artefice di gags esilaranti tentando di migliorare la propria vita ed innamorandosi della collega giornalista.
La piccola cittadina è descritta alla perfezione e l'atmosfera è la cosa più affascinante del film, con la descrizione del paese innevato e della gente che si raduna per festeggiare. Il tutto pienamente contrastato, ma nello stesso tempo valorizzato, dal cinismo comico di Bill Murray.
Il film è arricchito da una colonna sonora che se rischia di trasformarsi nel tormentone che diventerà per il protagonista, è piacevole ma soprattutto impossibile da dimenticare.
Una commedia per tutti, comica e divertente ma che non scade nella volgarità e nell'eccesso grazie all'attore proveniente dal Saturday Night Live Show e ad ad una regia dinamica e ben strutturata. "

Mi permetto solo di aggiungere una critica all'insopportabile modo in cui spesso in Italia vengono tradotti o cambiati i titoli originali dei film. "Ricomincio da capo" ne è un esempio lampante se si considera che il titolo americano è "GroundHog Day", pari pari traducibile nel più fedele e particolare "Giorno della Marmotta" !!!
Il titolo comunque rimane la cosa più fastidiosa del film, per il resto solo apprezzamenti.

Tre stelline da Mymovies.
Tre stelline da me.

"RICOMINCIO DA CAPO" : *** CONSIGLIATO.



(Trailer in inglese. Non sono riuscita a trovarne uno decente in italiano!!)

" La vita facile " regia di Lucio Pellegrini

" Luca è un medico italiano che lavora in Kenia, solo, fatta eccezione per un'infermiera e qualche aiutante, in un piccolo ospedale umanitario. Mario è uno stimato chirurgo di una clinica privata romana, che lo raggiunge con la scusa di volerlo rivedere dopo anni di distanza, ma in realtà mira ad allontanarsi opportunisticamente e brevemente dal luogo di lavoro. Quando, malgrado le diverse scelte di vita, Mario e Luca ritrovano le ragioni dell'amicizia che li aveva tanto legati in passato, si presenta in Africa anche Ginevra, la donna che entrambi hanno amato e che ha sposato Mario. Gli equilibri faticosamente raggiunti saltano e la vita si ripresta a svolte e imprevisti. "

Inizio con questo perchè è l'ultimo film visto al cinema. All'aperto tra l'altro. Permettetemi di dire che seggiolina di plastica mezza rotta, stelle, noccioline e schermo sono il massimo!
Comunque. Un film italiano interessante. Una volta ogni tanto capita. Non siamo di fronte a un capolavoro, questo non c'è bisogno nemmeno di precisarlo troppo. Ma racconta qualcosa e qualcosa di diverso. Tralasciando la parte dell'intreccio sentimentale che non è niente di speciale,  il tema è originale e reale e presentato in modo sincero. Una realtà troppo lontana dalla nostra per essere capita davvero. Una "mancanza" di così tanto eppure una tale "pienezza". Un film che non è una commedia, non è un comico, non è un documentario, non è niente malgrado sia un pò tutto. Divertente, frizzante e ben recitato. Favino e Accorsi bravissimi, la Puccini "ohiohi". Ma a me la Puccini non è mai piaciuta un gran chè.
Un finale diverso anche se decisamente troppo "rapido" per i miei gusti. 

In ogni caso, ha un certo "non so chè" che mi piace.

Mymovies gli assegna due stelline e mezzo.
Io altre tre.

"LA VITA FACILE" : *** CONSIGLIATO.

"CHE FILM STASERA?"

Cominciamo. Capita a tutti di ritrovarsi la sera, stanchi morti, con assenza totale di voglia di fare, muoversi, uscire di casa, durare fatica e con il bisogno urgentissimo di levarsi scarpe e vestiti scomodi, mettersi addosso la tutona morbida anti-estetica preferita, spaparanzarsi sul divano con copertina e cioccolata calda, ventilatore e bibita fresca e staccare decisamente la spina, magari in compagnia di un bel film. Capita altrettanto spesso di arrivare al momento fatidico e accorgersi che in televisione non c'è assolutamente niente di decente. E allora? CHE FILM STASERA? Che tu decida di catapultarti nel video-noleggio vicino casa, che tu scelga l'opzione maldestra ma più rapida e più gettonata di scaricare tutto lo scaricabile, in ogni caso ci vuole una guida. O comunque fa comodo. A dirla tutta il più delle volte mi piace scegliere per conto mio, adoro andare a caso e tentare un film alla cieca, senza saperne assolutamente niente, affidandomi ai terrificanti riassuntini della trama che di solito trovi dietro la custodia del dvd o addirittura lasciarmi catturare da una bella copertina, che non è detto non si riveli una trappola e non nasconda un orrore di pellicola. Ma sempre a dirla tutta mi piace tutto il contrario di tutto ed è per questo che ci sono sere in cui voglio un consiglio. E' divertente anche farsi dare qualche dritta e scoprire se la persona che te l'ha data di cinema ci capisce o se è un totale incompetente. Ma incompetente non è la parola esatta, visto che il cinema è oggettivo solo in minima parte, le sensazioni belle o brutte che ti porti a casa dopo la proiezione sono tue e basta e provarle o non provarle non è sintomo di incompetenza.
Ecco perchè "Che film stasera?". Per darci consigli. Per raccomandare un gran bel film o per screditarne un altro. Per dire "Prova questo!!" ma anche "Oddio, questo proprio no!!". Per creare la famosa mensola in cui mettere tutti i film visti e in allegato il fascicolo delle impressioni. Per permettere agli altri di consultare il tuo "catalogo" o se anche altri non ci saranno mai ( perchè di solito i blog non li segue nessuno!!), per poter consultare le sezioni vecchie dell'archivio e tra qualche tempo tornare indietro a cercare quale perlina cinematografica riesumare e quale no. Nessun discorso particolarmente filosofico nè giudizi contorti nè discussioni eterne su morali e messaggi subliminali, solo brevi suggerimenti, solo idee e spunti stuzzicanti per colorare queste famose sere sfaticate.
Parto eh. Speriamo di esservi/mi utile!!!

Come prima cosa..appendiamo la mensola!!

Io ho la "mensola dei film". La mia splendida mensola dei film.
Quella mensola che spero un giorno possa trasformarsi in un treno di mensole.
Non l'ho detto, ancora, forse, ma AMO il cinema. AMO i film. AMO starmene sul divano, sul letto, in poltrona, per terra, al cinema in sala o all'aperto, a godermi la magia delle pellicole.
Storie. Sogni. Viaggi.
Il cinema è questo, per me. Racconta di persone e di storie di persone e di storie di persone come noi e di storie di persone completamente diverse da noi e di storie vere e di invenzioni e di storie credibili e di storie assurde e di storie vicine e di storie lontane e del presente e del passato. Di tutto e di niente, a discrezione di chi osserva e di chi ascolta.
Il cinema è fantasia ed è sogno ed è volare via con la mente esattamente dove il film ti vuol portare o da tutt'altra parte, dove tu decidi di andare.
Torno bambina ogni volta, è inevitabile. Datemi un telecomando, un televisore ed un film ed esce fuori per incanto la piccola Chiara. E con lei sogni, speranze e troppa fantasia. Quella Chiara piccola che in realtà non ha mai lasciato la Chiara grande. Che poi ancora tanto grande non è ma che nel crescere rimane aggrappata alla versione piccola di sè, come si fa con un tesoro prezioso che, una volta scoperto, non si vuol più farsi sfuggire.
Faccio viaggi infiniti, vado ovunque nel mondo, entro nella testa di tutte le persone, mi sperimento nelle loro vite, immagino me stessa nel corpo di altri e nella storia di altri, mi proietto in altre realtà, in mondi paralleli di cui non faccio nè farò, forse, mai parte ma di cui altri sono cittadini e spesso i mondi paralleli in cui mi catapulto non esistono, semplicemente ne sono io l'artefice. Paradisi di cui solo io sono a conoscenza, in cui posiziono solo le persone che voglio avere con me, in cui fermo me stessa nel punto giusto, nel momento giusto, con le cose giuste. Mi costruisco castelli utopici in cui rifugiarmi per un pò.
E poi sono un'inguaribile romantica e nei film della mia testa tutto funziona. Funziona l'amore, funziona il lavoro, funziona la famiglia, funzionano le passioni, funzionano le amicizie, funziono io più di tutti. Sono una regista perfezionista ma notevolmente capace. Modestamente.
E spesso i miei film somigliano molto ai veri film ed io allora somiglio molto ai registi veramente capaci. L'unica "irrilevante" differenza è che loro creano sogni per tutti, io solo per me. E' dai film che comincio a farmi film.
E' più forte di me. Mi piace vagare. In tutte le accezioni che la parola "vagare" può assumere.
Più che altro è un modo per staccare dalla concretezza forte di sempre. I piedi sempre ben saldi a terra, forse anche troppo. Il contatto con la realtà sempre ben radicato, forse anche troppo. E allora, per smorzare quel "forse anche troppo", vago.
E nei sogni puoi permetterti di fare e di essere quel che vuoi, senza paura, senza giudizio, senza aspettative. E nei sogni sei il solo a cui dare retta, nessuno può dirti cosa si e cosa no, nessuno può dirti "ancora" tanto meno "basta".
Nei sogni in cui sogni di essere qualcun altro, sei in realtà la versione più pura di te, totalmente libero e totalmente incondizionato. Forse non la più vera, la più concreta, ma la più pura si, ecco.
E allora vago e sogno e mi libero e tolgo vincoli e mi supero. Superarsi serve a guardarsi con altri occhi e a ricordarsi di quel che si è visto nel sogno, anche una volta tornati alla realtà. Il pizzicotto sveglia ma non resetta.