E se c'è un film che può conquistarti e portarti via.. eccolo qui!! Decisamente entrato nella top ten delle pellicole speciali da famosa "mensola". Quando qualcosa mi arriva tanto diretta ho difficoltà a parlarne con oggettività e a darne un punto di vista lucido.
Posso solo dire che è stato un vero colpo di fulmine, che da tanto non ridevo nè sorridevo così di gusto e con così tanto trasporto sulla comoda poltroncina di sala. Tanta tenerezza. Una carezza morbida ma energica. Divertente in modo commovente. Un cast sensazionale, una vera scoperta francese. François Cluzet e Omar Sy sorprendenti, in un crescendo naturale e sincero in grado di culminare in una scena finale per me fortissima. Non ricordo l'ultima volta che di recente sono uscita dal mio adorato Lux con una sensazione tanto intensa addosso. Sorriso contagioso e lucciconi. Farfalline allo stomaco, la voglia di urlare l'emozione ma la necessità di non aprire bocca per non lasciarla andar via con le parole e tenermela invece con me.
Fatevi un regalo e godetevi l'opera di Nakache e Toledano. Fossimo rimasti a una decina d'anni fa quando ancora si poteva comprare il biglietto e guardarsi la proiezione fino all'orario di chiusura, l'avrei fatto e rifatto e rifatto!! Brrrrrrrrr... brividini che scorrono e corrono..
" La vita del ventisettenne Adam scorre tranquilla, forse fin troppo. A complicare le cose arriva la peggiore delle notizie: è malato di cancro. Da quel momento il ragazzo entra in uno stato di passiva accettazione della malattia da cui nessuno sembra scuoterlo: non la sua ragazza che lo tradisce, non il suo migliore amico mattacchione, non la sua inesperta e volenterosa terapista che tenta con lui un approccio umano. Adam continua a nascondere, prima di tutto a se stesso, paura, rabbia, frustrazione e tutti i sentimenti che la malattia porta con sé. Passando attraverso la chemioterapia e tutte le altre fasi della cura il ragazzo comprenderà alla fine ciò che vuole più di tutto e quali sono le persone che davvero tengono a lui. "
" È sempre una cosa molto difficile tirare fuori una buona commedia da un soggetto drammatico come la malattia, quindi già per il tentativo 50/50 di Jonathan Levine andrebbe applaudito. Il merito principale della sceneggiatura è quello di partire a razzo, di costruire situazioni comuni e insieme molto divertenti riguardo la scoperta del male, l'accettazione dello stato, il tentativo di non farsi abbattere in particolar modo dall'incertezza. Sotto questo punto di vista la prima parte del film è monopolizzata dalla comicità fresca e diretta di Seth Rogen, vero e proprio funambolo capace quasi da solo di alleggerire scene e situazioni dolorose. Joseph Gordon-Levitt, Anna Kendrick, Bryce Dallas Howard e tutti gli altri attori sono in parte e assolutamente convincenti, ma è senza dubbio Rogen la marcia in più di 50/50.
[...] Nella parte finale si arriva per forza di cose al confronto decisivo con la malattia. L'ultimo quarto d'ora del film è seriamente emozionante, colpisce al cuore in maniera forse anche prevedibile ma non per questo meno sincera.
Alla fine quindi, seppur a tratti molto divertente, 50/50 non è un film leggero o superficiale: grazie a un lucidità di fondo su cosa si vuole raccontare e come si intende farlo, il film pone allo spettatore una serie di interrogativi e questioni che solitamente il semplice cinema d'evasione non presenta: quando ci troviamo di fronte a un bivio, cosa conta realmente? Come dobbiamo cercare di vivere una vita che non è eterna né tanto meno garantita? "
Perdonate la fretta, non ho il tempo di scrivere grandi commenti, per questo riporto spezzoni della recensione trovata su Mymovies. Avrei potuto aspettare di avere un attimo di calma per dirvi qualcosa in più ma.. presa dall'entusiasmo della pellicola vista appena 20 ore fa, pòsto adesso e vi dò uno spunto per questa sera, se mai vi "sfrullasse" l'idea di andare al cinema. Un gran bel film per il quale mi sento di tirare il POLLICE SU SU SU E ANCORA SU!!
Una piccola nota a margine molto positiva e piacevole ( che uno spettatore speciale mi ha fatto notare poco dopo i titoli di coda) è la scelta di preferire l'analogico al digitale, oggi praticamente padrone della cinematografia, rimandandoci indietro quel senso di sfocato ed imperfezione che sa di verità e contatto.
Mymovies: ***
Chiara: ***/*
"50 e 50" : *** MOLTO CONSIGLIATO.
E.. non ha niente a che vedere col film ma lasciatemi dire che davvero
"Tutto comincia nel minuscolo villaggio di Lansquenet, in Francia, dove il tempo sembra essersi fermato a cento anni fa. Un giorno come tanti altri, il vento da nord porta con sè anche Vianne Rocher e sua figlia Anouk. La giovane estranea appena giunta in città apre un peccaminoso negozio di cioccolata dove mette in mostra confezioni irresistibili che risvegliano gli appetiti nascosti e repressi degli abitanti della cittadina. I poteri magici di cui è dotata - che le fanno capire al volo i desideri dei suoi nuovi concittadini per i quali prepara confezioni su misura - persuadono alcuni a cedere piano piano alle tentazioni... In breve tempo, Vianne si fa una reputazione..."
Riporto un commento speciale che ho trovato casualmente qualche giorno fa.
" GUSTO: il coinvolgente aroma del cioccolato si impossessa del povero spettatore, che continua a salivare fino alla fine del film quando, in crisi di astinenza isterica, corre a divorare una sacher torte intera. OLFATTO: il penetrante aroma del cacao amaro avvolge le vostre narici, invade la vostra mente e vi inebria del suo solo ricordo, con un’intensità che lo rende presente e reale. UDITO: le note del Minor Swing eseguite alla chitarra da Johnny Depp, la melodia che soffia con il vento del nord, il suono del sensualissimo ballo in riva al fiume si fondono all’acciottolio delle stoviglie, ai rumori della masticazione misti ai languidi sospiri di piacere che seguono la degustazione; il tutto confezionato dalle risate e dalle lacrime delle donne che ci accolgono nella cioccolateria “Maya”. VISTA: i nostri occhi si tuffano nello sguardo dello zingaro che viene da lontano e scoprono lontani paesi e grandi avventure. Poi ci incantiamo sui dettagli delle rosse scarpe di Vianne, dentro i suoi riccioli scomposti, nell’adorabile piega delle sue labbra. Beviamo i loro sguardi e i loro baci come acqua nel deserto e ci rinfreschiamo con la bellezza semplice e istintiva della loro storia d’amore. TATTO: assente ingiustificato! Peccato!!...alla prossima magari? "
La sensazione esatta che "Chocolat" smuove in me ogni volta che lo riguardo. Sensi che impazziscono in tutte le direzioni e che in tutte le direzioni fanno venire la classica "acquolina in bocca", senza per questo dover per forza ricorrere alla prelibatezza del cioccolato..
Un film che ti accarezza con la stessa magia del vento del nord che arriva per regalarci le piccole "eroine" della storia. Il palato e i timpani ne rimarranno, garantito, estasiati !!
Vale davvero la pena di dargli un'occhiata.. meglio se in una giornata fredda, ventosa (una porta che sbatte sarebbe l'ideale...), avvolti in una copertina di lana e con in mano un sacchetto di... NIENTE!! Non c'è bisogno di snacks!! Ci pensa la commedia a riempirvi la pancia!!
Mymovies: ***
Chiara: ***/*
"CHOCOLAT" : *** MOLTO CONSIGLIATO.
" Ah, buongiorno! Posso proporle dei Capezzoli di Venere? "
( DIMENTICAVO di dire.. Johnny Depp stratosferico.. in tutti i sensi!!
" Il documentario di Morgan Spurlock traccia una linea di confine tra la cattiva alimentazione e il cittadino che la "subisce". Il dito viene puntato contro i fast food e l'oggetto d'indagine è l'obesità, non dal punto di vista soggettivo, ma come piaga sociale, come problema mediatico, economico, politico e culturale, come un muro che forse soltanto la medicina può oltrepassare, ma non abbattere. La trama è semplice: Morgan Spurlock si sottopone ad una ferrea dieta a base di grassi. Per tre volte al giorno dovrà consumare i pasti da MacDonald's, avvalendosi della vasta scelta di percorsi calorici da loro consigliati, sempre in formato "supersize". Il tutto per un mese. Tre esperti, un cardiologo, un nutrizionista e un gastroenterologo seguono il cammino dietetico del regista, prima, durante e dopo. Le conseguenze mediche, subite dal corpo di Spurlock, sono ciò che il film si propone di dimostrare. Una ricerca stilistica e visiva eccellente per il genere e un ritmo piacevole, divertente, a tratti degno di una commedia, rendono questo documentario di livello mondiale, adatto a tutti, educativo, oltre che manifesto reale di un quadro lucido e cinico della società americana. "
Gli invitanti Mac Donald hanno ormai preso piede anche in Italia. Spuntano come funghi nelle grandi e piccole città, dove te li aspetti e dove invece non li immagineresti mai. Colorati, addobbati, sapientemente arredati perchè l'occhio ne rimanga ipnotizzato e ci convinca ad entrare ed assaggiare il contenuto di quelle luminosissime immagini dei cartelloni pubblicitari.
Pistoia è caduta nel vortice dei fast food ormai da un pò. E molto sinceramente.. anch'io!! Mi piace nelle sere freddissime o in quelle in cui sento il bisogno di gratificarmi con qualche "schifezza" gustosa. Montare in macchina, fare il percorsino del Mac Drive, ordinare quello che voglio, prendere e portare a casa. E davanti alla tv e (magari!!) ad un fuocherello che scricchiola, scartare sacchetti e vaschette e viziare ( o violentare? ) il palato. Una volta ogni tanto, auspicabilmente ogni tantissimo. E ovviamente, che sia Ale che siano gli amici, l'importante è che sia in compagnia. Un'insana abbuffata acquista un gusto tutto suo solo se condivisa.
Considerato che lo fai "una tantum", la sensazione di quando ti concedi al Mac è quella di una festa, di un giro di giostra che ti fa girar la testa sospendendoti per un attimo dalla realtà. E solo questo dovrebbe far scattare infinite domande: cosa diavolo ci mettono dentro? Come mai quei sapori che tanto ci attraggono non assomigliano a nient'altro? Come mai sono tanto distanti dalla cucina vera? Come mai ogni volta che ti "spari" una "Mac-cena" vorresti sparartene un'altra poco dopo? Dipendenza? Quanto male può fare? etc etc etc etc.. . Domande comuni che ormai si fanno un pò tutti o che si sono fatti o che non si fanno più. Perchè in effetti se n'è sentito parlare talmente tanto che se la scelta non è di bandire il panino del fast food per sempre dalla nostra dieta, l'alternativa risulta per forza quella di tappare occhi e orecchie e ingoiare senza pensarci su. Che è poi quello che faccio anch'io per goderne lì per lì senza troppe manie e sensi di colpa.
Ma la curiosità di trovare risposte a quei punti interrogativi comunque rimane.
Per questo esiste "Super size me". Un documentario che documenta davvero schiaffandoti in faccia dati concreti e fatti sconcertanti. Non sono particolarmente impressionabile, non posso certo dire che sia bastato per farmi venire la nausea ogni volta che passo davanti ad un Mac Donald o ad un Burger King o a quello che è, nè che abbia rinunciato a quell' "una tantum" di vizi e stra-vizi, ma certamente consapevolizza e nel momento in cui "mandi giù".... beh, lo sai!!
Che cosa sai?? GUARDA E SCOPRI!!
Attuale, interessante, girato in modo originale e coraggioso.
Mymovies: ***
Chiara: ***/*
" SUPER SIZE ME " : ***/* MOLTO CONSIGLIATO.
Perdonate il trailer orrendo e in inglese ma questo passa il convento:
" Quando bisogna mangiare da MacDonald's?
Solo se si è su un' isola deserta, si è stati bombardati con l'antrace o è l'unico cibo disponibile "
Per essere esatti.. non stiamo parlando di un vero cartone. Abbiamo piuttosto a che fare con un film d'animazione firmato Disney.
"Come il precedente "Fantasia" del 1940, questa pellicola si prefigge l'obiettivo di porre la musica al centro dello spettacolo e di trasformare poi la "musica in immagini"."
La maggior parte di noi ha in mente l'esilarante e poetico Apprendista Stregone, episodio cardine del primo film, con un maldestro Topolino alle prese con la magia e una mandria di scope impazzite. Ecco che qui si ripresenta, accompagnato da sette nuovi episodi in cui suoni, colori, emozioni e ingegno si fondono insieme a dare un risultato perfetto molto simile a quella che potremmo letteralmente definire un' "opera" d' "arte ".
Un connubio straordinario in grado di solleticare e incuriosire tutti i sensi e di portarci per un momento nel limbo fatato e sospeso in cui tutto può essere immaginato.
Aggiungo sotto un episodio che adoro e che trovo costruito e abbinato alla musica ( Rapsodia in blu di George Gershwin ) in modo geniale.
" Mi piace pensare alla musica come a una scienza delle emozioni "
" La storia ha inizio nella Germania dopo la fine della seconda guerra mondiale, quando l’adolescente Michael Berg si sente male e viene aiutato ad arrivare a casa da Hanna, un’estranea che ha il doppio dei suoi anni. Michael si riprende dalla scarlattina e cerca Hanna per ringraziarla. I due rapidamente rimangono coinvolti in una relazione segreta e appassionata. Nonostante il loro rapporto, un giorno Hanna scompare misteriosamente, lasciando Michael confuso e addolorato. Otto anni più tardi, mentre Michael è uno studente di legge che osserva i processi per i crimini di guerra nazisti, è sconvolto nel veder tornare Hanna nella sua vita, questa volta come imputata in tribunale. Mentre il passato della donna viene rivelato, Michael scopre un segreto importante che avrà un forte impatto sulle loro vite. "
E' arrivato il momento di impreziosire il blog parlando di Kate.
Ho scelto questo, tra tanti film che ha fatto, perchè la "illumina" ed esce fuori splendida per come è.
E' una di quelle attrici spesso sottovalutate, di quelle che si portano dietro superficiali pregiudizi di "inizio" carriera.
L'ho seguita nel tempo e ho imparato ad apprezzarne sempre qualcosa in più perchè con Lei qualcosa in più ti arriva sempre. E' meravigliosa, ha una potenza espressiva in graduale e perenne crescita e l'età la migliora continuamente rendendola più interessante di quanto già non sia. Forte certamente anche di un'eccellente doppiatrice ( quale doppiatore italiano non lo è ?? ), mi arriva tantissimo.
A questo, se vogliamo, si aggiunge una storia spessa e toccante di per sè.
Con la partecipazione fresca e decisamente convincente del giovane David Kross, " The reader " fa solo parlare bene .
" Storia impegnata e impegnativa, passionale a appassionata. Desiderio tormento mistero da un lato, privato e collettivo dall'altro vanno a braccetto in modo potente e profondo, dando modo all'autore prima e al regista poi di affrontare in modo nuovo e originale il tema tanto delicato dell'Olocausto. "
Oscar e numerosissime nomination figurano nel curriculum di "A voce alta" e nel bagaglio di Hanna-Winslet.
Mymovies: *** "Un film in cui la parola scritta e detta si trasforma in sensualità e rimorso"
Chiara: ****
" THE READER " : ***/* MOLTO CONSIGLIATO.
" Non importa cosa penso o cosa provo, i morti sono morti "
" Chris Gardner è un brillante venditore senza fortuna nella San Francisco degli anni '80. Padre affettuoso di Christopher, un vivace bambino di cinque anni, e marito di una scontrosa compagna, Chris fatica a sbarcare il lunario. La moglie, incapace di reggere la crisi, abbandona marito e figlio per cercare fortuna a New York. Rimasto solo Chris cerca tenacemente e ottiene un posto da stagista non retribuito presso una società di consulenza finanziaria. Senza stipendio, sfrattato dall'appartamento e poi dalla stanza di un infimo motel, Chris e il suo bambino cercheranno di sopravvivere dormendo nei ricoveri per i senza tetto o nei bagni pubblici della metropolitana. Indossando sempre il suo abito migliore e l'orgoglio di chi non vuole mollare, Chris troverà una porzione di felicità. "
Date un'occhiata alla recensione di "Yahoo! Cinema". Mi sembra fatta bene, oggettiva e completa: