venerdì 9 marzo 2012

" 50 e 50 " regia di Jonathan Levine

" La vita del ventisettenne Adam scorre tranquilla, forse fin troppo. A complicare le cose arriva la peggiore delle notizie: è malato di cancro. Da quel momento il ragazzo entra in uno stato di passiva accettazione della malattia da cui nessuno sembra scuoterlo: non la sua ragazza che lo tradisce, non il suo migliore amico mattacchione, non la sua inesperta e volenterosa terapista che tenta con lui un approccio umano. Adam continua a nascondere, prima di tutto a se stesso, paura, rabbia, frustrazione e tutti i sentimenti che la malattia porta con sé. Passando attraverso la chemioterapia e tutte le altre fasi della cura il ragazzo comprenderà alla fine ciò che vuole più di tutto e quali sono le persone che davvero tengono a lui. "

" È sempre una cosa molto difficile tirare fuori una buona commedia da un soggetto drammatico come la malattia, quindi già per il tentativo 50/50 di Jonathan Levine andrebbe applaudito. Il merito principale della sceneggiatura è quello di partire a razzo, di costruire situazioni comuni e insieme molto divertenti riguardo la scoperta del male, l'accettazione dello stato, il tentativo di non farsi abbattere in particolar modo dall'incertezza. Sotto questo punto di vista la prima parte del film è monopolizzata dalla comicità fresca e diretta di Seth Rogen, vero e proprio funambolo capace quasi da solo di alleggerire scene e situazioni dolorose. Joseph Gordon-Levitt, Anna Kendrick, Bryce Dallas Howard e tutti gli altri attori sono in parte e assolutamente convincenti, ma è senza dubbio Rogen la marcia in più di 50/50.
[...] Nella parte finale si arriva per forza di cose al confronto decisivo con la malattia. L'ultimo quarto d'ora del film è seriamente emozionante, colpisce al cuore in maniera forse anche prevedibile ma non per questo meno sincera.
Alla fine quindi, seppur a tratti molto divertente, 50/50 non è un film leggero o superficiale: grazie a un lucidità di fondo su cosa si vuole raccontare e come si intende farlo, il film pone allo spettatore una serie di interrogativi e questioni che solitamente il semplice cinema d'evasione non presenta: quando ci troviamo di fronte a un bivio, cosa conta realmente? Come dobbiamo cercare di vivere una vita che non è eterna né tanto meno garantita?
"

Perdonate la fretta, non ho il tempo di scrivere grandi commenti, per questo riporto spezzoni della recensione trovata su Mymovies. Avrei potuto aspettare di avere un attimo di calma per dirvi qualcosa in più ma.. presa dall'entusiasmo della pellicola vista appena 20 ore fa, pòsto adesso e vi dò uno spunto per questa sera, se mai vi "sfrullasse" l'idea di andare al cinema. Un gran bel film per il quale mi sento di tirare il POLLICE SU SU SU E ANCORA SU!!
Una piccola nota a margine molto positiva e piacevole ( che uno spettatore speciale mi ha fatto notare poco dopo i titoli di coda) è la scelta di preferire l'analogico al digitale, oggi praticamente padrone della cinematografia, rimandandoci indietro quel senso di sfocato ed imperfezione che sa di verità e contatto.

Mymovies: ***
Chiara: ***/*

"50 e 50" : *** MOLTO CONSIGLIATO.


E.. non ha niente a che vedere col film ma lasciatemi dire che davvero
" Il cinema è un pezzo di torta " !!!

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