mercoledì 7 settembre 2011

" L'amore non va in vacanza " di Nancy Meyers

" Amanda vive a Los Angeles dove è il capo di una società che realizza trailer cinematografici. La sua vita professionale va a gonfie vele mentre la sfera privata è un disastro per via della sua tendenza a voler avere ad ogni costo il controllo sulle sue emozioni. Dall'altra parte dell'Oceano c'è Iris, una giornalista inglese di cronaca rosa che si innamora sempre delle persone sbagliate finendo per essere vittima dell'amore a causa della sua natura romantica. L'ennesima delusione sentimentale spingerà le due donne, così diverse fra loro, a sentire la necessità di un cambiamento netto. Grazie a un annuncio online decidono di scambiarsi l'abitazione per le vacanze, e a 6000 miglia di distanza da casa riusciranno finalmente a riappropriarsi della propria vita. "


Una commedia fatta bene!!! Ultimamente non è facile trovarne. E per noi "adoratrici" di commedie romantiche è una vera tragedia.
Lo so che una fetta consistente di persone non sopporta le "storielle" e che è troppo impegnata a dimostrare di essere di livello superiore per perdere tempo con certi film ma sono profondamente convinta che tanto di questo rifiuto sia un atteggiamento e che in fondo una sbirciatina dentro ce la darebbero volentieri.....!!! Ma non rigirerò il coltello nella piaga..
Comunque. Se qualcuno avesse voglia di sdarsi con una "commedioluccia" di buon livello, provi questa. E' un cocktail completo. Tanti ingredienti diversi, tanti punti di forza diversi.

" Cameron Diaz e Kate Winslet danno volto, corpo e sfumature a Amanda e Iris rendendole vere e toccanti. I loro personaggi rappresentano tutte le donne del mondo: sono fragili, decise, ambiziose, sognatrici, buffe, tenere, sensuali, appassionate, ironiche, sono piene di complessi e imperfette, ma così infinitamente deliziose. La presenza di Jude Law e Jack Black giustifica la massima di Shakeaspeare citata a inizio film dalla voce fuori campo della Winslet, "i viaggi finiscono laddove si incontrano gli amanti", una frase che ben definisce la sostanza dell'opera. La regista, sceneggiatrice e produttrice della pellicola Nancy Meyers, che già aveva dato prova di abilità nel confrontarsi con il mondo maschile proiettato in quello femminile in What Women Want, si posiziona sulle coordinate segnate da Nora Ephron ai tempi di Harry ti presento Sally per descrivere nuovamente il complesso universo dell'amore. Ma al di là del contenuto sentimentale non si tratta semplicemente di una commedia romantica. È innanzitutto un omaggio alle grandi commedie americane degli anni '50 e '60 delle quali possiede la brillantezza della sceneggiatura (non c'è neanche una battuta fuori posto), il ritmo e l'ambientazione fiabesca resa ancora più dolce dal contesto natalizio. Il film contiene tutte le componenti della settima arte: il trailer (Amanda ne è ossessionata), il soundtrack (Jack Black è un compositore di colonne sonore) e la scrittura (Eli Wallach è un anziano sceneggiatore hollywoodiano in pensione) e ritrova il vecchio glamour della Mecca del cinema. Il pubblico femminile si identificherà con le protagoniste e verrà travolto dalle emozioni sperando in un finale felice. Gli uomini probabilmente troveranno L'amore non va in vacanza un po' sdolcinato, ma i cuori sensibili sapranno apprezzarne la "purezza". "

Mymovies: ***
Chiara: ****

" L'AMORE NON VA IN VACANZA " : **** MOLTO CONSIGLIATO.


" Se tu fossi una melodia userei solo note belle.. "

domenica 4 settembre 2011

" Un ghepardo per amico " regia di Jeff Blyth

" Due adolescenti in trasferta in Africa per raggiungere i genitori impegnati in un centro di ricerca in Kenya, si spingono nella foresta e tra i primitivi per soddisfare la loro sete di avventura. Adottano anche un cucciolo di ghepardo, che diverrà preda di avventurieri in cerca di un animale da corsa. I due ragazzi, con un piccolo indigeno, vagano per l'Africa tra scenari meravigliosi e sconosciuti alla ricerca del loro amico ghepardo. "

L'ennesimo meraviglioso ricordo d'infanzia che la Disney è stata in grado di regalarmi. Come solo la Disney sa fare e può fare. Ci sono film che hai consumato e consumato a furia di guardarli. Quelli perfetti per tutte le volte che ti ammalavi e dovevi restare chiuso in casa. Quelli che finiti i titoli di coda..via, di nuovo dall'inizio!! E senza mai stancarsene. Sono quei film che non ci sono più. O forse non sembrano esserci più perchè l'infanzia è finita. E nessun film adesso può suscitare il solito effetto di "allora". Può darsi che a un bambino di oggi questi film di "allora" non piacciano e che i gusti si siano orientati su tutt'altro genere. A esser sincera però ho dei seri dubbi. Questa è una storia di amicizia. E l'amicizia la conoscono tutti i bambini. E, se è per questo, la conoscono anche tutti gli adulti. Non è detto che se la ricordino troppo o che la sappiano dare o che la sappiano accogliere, ma la conoscono. E' un film per tutti quindi. Grandi e piccini. Per chi ha voglia di pensare che il sentimento d'affetto esista, puro, semplice, diretto, senza condizioni, senza compromessi.
Devo solo tirare fuori la cassetta su cui l'avevo registrato. La "cassetta". Già. E anche sul fascino della cassetta, ci sarebbero cose da dire. Ma chi è cresciuto con le cassette non ha bisogno che glielo racconti, sono sicura saprà perfettamente cosa intendo!!

Mymovies solo due stelline. Tirchiaccio!!
Chiara, almeno ***/*.

" UN GHEPARDO PER AMICO " : *** CONSIGLIATO.

Vi riporto un pezzettino della prima parte del film...


" Guai non bussa mai a porta "
" Tu sai un sacco di proverbi, ma nessuno ha un senso!! "

E ricordiamoci che gli animali hanno sempre qualcosa da insegnarci..

sabato 3 settembre 2011

" The road " regia di John Hillcoat

" Sulla strada un uomo e un bambino procedono dietro a un carrello e dentro "una notte più buia del buio e un giorno più grigio di quello passato". Una pioggia radioattiva ha spento i colori del mondo, una guerra o forse un'apocalisse nucleare ha terminato la natura e le sue creature: gli alberi cadono, gli uccelli hanno perso l'intenzione del volo, il mare ha esaurito il blu, gli uomini non sognano più e si nutrono di uomini e crudeltà. Dal passato verso un futuro che non si vede si muovono un padre e un figlio, resistendo alle intemperie e agli assalti dei disperati con due colpi in canna e il fuoco dell'amore. In viaggio verso sud, il genitore racconta al bambino la sua vita a colori, piena di musica e della dolcezza bionda di sua madre, inghiottita dalla notte e dalla paura di sopravvivere. Lungo la strada il ragazzo esplorerà la propria umanità, imparando la conoscenza del bene e del male. "


Mymovies: ***
Chiara: ***/*

" THE ROAD " : *** CONSIGLIATO.


" Siamo ancora noi i buoni? "

" La custode di mia sorella " regia di Nick Cassavetes

" Kate Fitzgerald è un'adolescente innamorata della vita e colpita a pochi anni da una forma aggressiva di leucemia. La sua famiglia, partecipe e protettiva, combatte da sempre la sua battaglia. Sara, la madre, ha abbandonato lavoro e carriera per garantirle cure e sostegno; Brian, il padre, veglia sulla famiglia e cerca come può di contenere il dolore della figlia e l'ostinata determinazione della moglie davanti alla malattia; Jesse, figlio maggiore, è un ragazzo introverso e suo malgrado defilato; Anna, figlia minore, ha undici anni ed è stata concepita in provetta per "riparare" la patologia progressiva della sorella maggiore. Provata emotivamente e sfinita dal disinteresse della madre, sempre troppo concentrata su Kate, Anna denuncia i genitori e chiede l'emancipazione medica e i diritti sul proprio corpo. Il processo li dividerà fino a riunirli. "

" La custode di mia sorella tocca le corde giuste anche se a volte la sceneggiatura latita in cerca della lacrima facile, ma grazie ad un paio di giovani e talentuose promesse che potrebbero dare una gran lezione di recitazione a molti presunti divi, e una Cameron Diaz finalmente in una veste lontanissima dalle frivolezze della comedy romance, permetterà di commuoversi e al contempo riflettere su un argomento etico molto attuale e controverso. "

Ho pianto tanto. E qui finisco.
E' stato criticato in tutti i modi possibili e forse, in parte, a ragione.
Ma questa volta mi concedo il lusso di pensare solo all'emozione. E l'emozione, per me, non è mancata.
Abigail Breslin splendida come sempre. Sofia Vassillieva, ottima prova.

Mymovies: ***
Chiara: ***

" LA CUSTODE DI MIA SORELLA " : *** CONSIGLIATO.



" E se i vostri genitori vi hanno messo al mondo per una ragione, è meglio che quella ragione continui ad esistere, perché se mai se ne andasse, voi fareste la stessa fine. "

venerdì 2 settembre 2011

" Invictus " regia di Clint Eastwood

" La storia è ambientata in Sudafrica, nel periodo immediatamente successivo alla caduta dell'apartheid (quindi nel 1995) e all'insediamento di Nelson Mandela come presidente. Appena entrato in carica, Mandela si pone l'obiettivo di riappacificare la popolazione del paese, ancora divisa dall'odio fra i neri e i bianchi afrikaner. Simbolo di questa spaccatura diventa la nazionale di rugby degli Springboks, simbolo dell'orgoglio afrikaner e detestata dai neri, che proprio in seguito alla caduta del regime dell'apartheid viene riammessa nelle competizioni internazionali dopo un boicottaggio di circa un decennio. In vista della Coppa del Mondo del 1995, ospitata proprio dal Sudafrica, Mandela si interessa delle sorti della squadra, con la speranza che una eventuale vittoria contribuisca a rafforzare l'orgoglio nazionale e lo spirito di unità del paese. In particolare, entra in contatto con il capitano Francois Pienaar, facendogli capire l'importanza politica della incombente competizione sportiva. Questa frequentazione fra Pienaar e Mandela dà inizio a una serie di eventi che rafforzano il morale degli Springboks (reduci da un lungo periodo di sconfitte) e li conducono fino a una insperata vittoria in finale contro i temibili All Blacks. Il successo della nazionale diventa simbolo della grandezza della neonata "Rainbow Nation".

" Ci sono film buonisti e buoni film. Invictus appartiene ai secondi. " 

" Invictus è l'ulteriore canto del cigno di un cinema che non esiste più, che accetta il sacrificio dello spettacolo, modernamente inteso, ma che ha ancora moltissimo da dire in termini di morale e generosità. "

" La maestria di Eastwood, una volta di più, si esprime nel rigore morale e tecnico e nell’onestà artistica di un’opera che fonde azione, eccitazione agonistica, carattere politico, biopic e tematica sociale in un'asciuttezza formale e intellettuale che non nasconde la viva ammirazione nei confronti di Mandela. L’impianto è classico e robusto, spartano nel più efficace dei modi eppure epico. E malgrado si conosca fin dall’inizio l’esito della storia, non c’è modo di sottrarsi alla forza di uno spettacolo che coinvolge e trascina verso il tifo vero, quello che spinge a sperare con tutti i nervi che i giocatori segnino la meta della vittoria e che l’arbitro fischi subito la fine della partita. "

" Morgan Freeman nei panni di Mandela è l’incarnazione della più autentica realizzazione professionale. L’incontro tra lui e il SUO personaggio si concretizza in un’esplosione visiva che diventa esperienza collettiva. Un ritratto unico, malinconico, solitario eppure vitalissimo. "

" Film di altissima qualità, come Eastwood ci ha ormai abituato da tempo, dove la bellissima colonna sonora stempera le tentazioni agiografiche alle quali, in un film del genere, è difficile resistere. "

" Mentre si assiste a questa pellicola diventa ineluttabile parteggiare ed abbracciare un ideale di uguaglianza capace di travalicare le diversità che dividono gli uomini. "

Consiglio " Invictus " senza alcun dubbio. Solo uno dei tanti lavori eccezionali a cui Clint, maestro indiscusso ed indiscutibile di cinema, ci ha abituato nel tempo e di cui continua a regalarci esempi nonostante l'avanzata età.
Non sarà un capolavoro tanto quanto "Gran Torino" (di cui a breve racconterò qualcosa) o "Million Dollar Baby" ma resta un grande film. E non perchè di difetti non ce ne siano.
Semplicemente, prendi per mano Mandela dall'inizio e lo lasci andare solo ai titoli di coda. E con lui ripercorri tutto. Sentendo. Parteggiando. Sperando. Coinvolge e coinvolge l'affetto. E questo è tantissimo.

Mymovies: ***/*
Chiara: ***/*

" INVICTUS " : ***/* MOLTO CONSIGLIATO.


" Non importa quanto sia stretta la porta,
quanto piena di castighi la vita.
Son Io il signore del mio destino.
Son Io il capitano dell’anima mia. "
William Ernest Henley

giovedì 1 settembre 2011

" Il discorso del re " regia di Tom Hooper


" Duca di York e secondogenito di re Giorgio V, Bertie è afflitto dall'infanzia da una grave forma di balbuzie che gli aliena la considerazione del padre, il favore della corte e l'affetto del popolo inglese. Figlio di un padre anaffettivo e padre affettuoso di Elisabetta (futura Elisabetta II) e Margaret, Bertie è costretto suo malgrado a parlare in pubblico e dentro i microfoni della radio, medium di successo degli anni Trenta. Sostituito il corpo con la viva voce, il Duca di York deve rieducare la balbuzie, buttare fuori le parole e trovare una voce. Lo soccorrono la devozione di Lady Lyon, sua premurosa consorte, e le tecniche poco convenzionali di Lionel Logue, logopedista di origine australiana. Tra spasmi, rilassamenti muscolari, tempi di uscita e articolazioni più o meno perfette, Bertie scalzerà il fratello “regneggiante”, salirà al trono col nome di Giorgio VI e troverà la corretta fonazione dentro il suo discorso più bello. Quello che ispirerà la sua nazione guidandola contro la Germania nazista. "

Premetto questo. Se potessi, Colin Firth me lo sposerei. Peccato che proprio "non può".
Uno di quei film che dall'inizio alla fine ti stampa in faccia un sorrisino ebete di piacere che si dura fatica a togliere. Divertente, commovente, intelligente, grande e piccolo allo stesso tempo, umano, VICINO.
Leggete questa recensione, parla al posto mio e parla meglio di quanto farei io.
Ero partita scettica la sera che sono stata al cinema . Mi dava l'impressione di una mattonata storica pazzesca. E la noia è la cosa che più mi disturba quando guardo un film. Perciò, una sorpresa. Una gran bella sorpresa di film. Un cast straordinario e Colin...beh, che devo dire di Colin che già non si sappia!! Date uno sguardo alla filmografia. Basta a rendersi conto di quanto Colin sia. Si misura in tutto e in tutto incredibilmente bene. Applausi anche per il convincentissimo Geoffrey Rush e per Helena Bonham Carter che ha dimostrato di sapersi muovere alla grande anche in un ruolo tanto distante dai suoi più tipici.

Mymovies: ***/*
Io oso, non me ne vogliate: *****

" IL DISCORSO DEL RE " : **** CONSIGLIATISSIMO.


" Dimentica il resto e dillo solo a me "

" Pallottole su Broadway " regia di Woody Allen

" New York, anni venti : l'autore teatrale David Shayne presenta al suo produttore una nuova commedia, God of Our Fathers, ottenendo un finanziamento per metterla in scena a Broadway. In realtà, però, il finanziatore dello spettacolo è Nick Valenti, temuto boss della mafia, che accetta di sponsorizzare l'opera di Shayne in cambio una parte per la sua amante, Olive, una ballerina di nightclub totalmente priva di talento, scortata passo passo dalla sua guardia del corpo, soprannominata Cheech.
Lo scrittore è costretto ovviamente ad accettare il compromesso, seppur a malincuore, ma riesce a relegare l'incapace e capricciosa attrice in un ruolo minore, ottenendo per la parte principale la celebre Helen Sinclair, una nevrotica ed eclettica star di Broadway, alla ricerca di un buon ruolo per risollevare la sua carriera dopo una serie di insuccessi, accanto al quale reciterà Warner Purcell, un attore inglese con problemi di peso.
David inizia ad invaghirsi della sua prima attrice ed è costretto, suo malgrado, ad adattare il testo alle esigenze dei suoi attori. Un giorno, durante le prove, Cheech suggerisce a David, in crisi per i litigi fra i vari attori e per le loro lamentele, alcune varianti al copione, che tutti i presenti, dagli attori al produttore, trovano buone, e convincono David, scettico che un rude sicario mafioso possa capirne qualcosa di teatro, ad usarle nel testo.
I consigli di Cheech si rivelano geniali per intuizione e profondità, e a poco a poco conquista la fiducia di David, sino a diventare il vero autore del nuovo copione, completamente riscritto con i suoi consigli, pur rimanendo nell'ombra. Cheech prende talmente a cuore questa sua nuova dote di scrittore improvvisato da non poter più sopportare l'interpretazione di Olive, non esitando ad eliminarla in nome dell'arte. "

Pallottole su Broadway è un film del 1994. Tra i protagonisti figurano i bravissimi Chazz Palminteri, John Cusack e Dianne Wiest, premio Oscar migliore attrice non protagonista e molti altri attori di livello.
Non avevo idea dell'esistenza della commedia fino a che la compagnia teatrale di cui faccio parte non ha deciso di portarne in scena l'adattamento teatrale.
[ Ne approfitto per fare un pò di pubblicità: potete trovare la Compagnia I Felloni alle prese con la malavita di Woody, sabato 1 ottobre presso il teatro "Il nuovo" di Bosco Mesola, provincia di Ferrara ed anche 10-11 Dicembre presso il teatro "Reims" a Firenze. Vi aspettiamo!! ]
Dal momento che il mio parere è sempre il mio e spesso in contrasto con quello di altri, in questo caso farò diversamente. Vi riporto qualche sprazzo di recensioni raccolte qua e là nel web, decidete poi voi cosa volete farne!!

" Tra i lavori “leggeri” di Allen forse il meno divertente ma è sempre il prodotto di un genio. "
" Wiest e Palmentieri al top. "
" Cusack doveva crescere, gli davano delle caratterizzazioni da fame a quell’epoca. “Pallottole su Broadway” merita un posticino in archivio, comunque. "
" Grandi, come in ogni film di Woody Allen, gli attori, tutti  perfetti nel dare vita a personaggi diversissimi tra loro. "
" La trama è scontata e già vista mille volte, ma non è questo il difetto. Mancano al film parte delle qualità che hanno sempre caratterizzato le opere «leggere» del solitamente geniale regista newyorchese: le battute fulminanti e memorabili, il ritmo veloce, l’inventiva e l’arguzia. Da plauso scenografia, fotografia, colonna sonora. "
" In connubio costante con l'assurdità più totale, è un film spassoso pieno di inventiva, con un'ottima scenografia e fotografia, che si appoggia sul brio degli interpreti, tutti bravi, e su una sceneggiatura imprevedibile. Allen potrà dire di non essere un artista (battuta pronunciata dal protagonista del film), ma anche quando fa film leggeri come questo riesce a colpire con la sua inventiva formidabile ed i suoi dialoghi esilaranti. "

Un film che piace e che non piace insomma, come tutti del resto, ma che di base lascia percepire con forza la grandezza di chi l'ha ideato e la bravura di chi ci ha messo la faccia.
Dico la mia e concludo: personaggi assurdamente interessanti, pieni di sfaccettature esilaranti e complicate. Un intreccio di fili che in maniera piuttosto lineare e a dir poco piacevole tornano a posto. Grandi interpretazioni. Colonna sonora da "buongustai".
Sono leggermente di parte, lo so, e forse il fatto di lavorarci sopra per farne uno spettacolo rende tutto più coinvolgente, ma proprio non riesco a parlare male di queste "pallottole" !!!

Mymovies: ***
Chiara/Olive: ***
Con tre stelline non si dice di no.

" PALLOTTOLE SU BROADWAY " : *** CONSIGLIATO.



" Il mondo ti si aprirà come un'ostrica. Anzi no. Come una meravigliosa vagina "