" Un dramma da camera che coniuga il piacere della forma al valore della storia " |
" In un misurato appartamento di Brooklyn due coppie provano a risolvere uno smisurato accidente. Zachary e Ethan, i loro figli adolescenti, si sono confrontati incivilmente nel parco. Due incisivi rotti dopo, i rispettivi genitori si incontrano per appianare i conflitti adolescenziali e riconciliarne gli animi. Ricevuti con le migliori intenzioni dai coniugi Longstreet, genitori della parte lesa, i Cowan, legale col vizio del BlackBerry lui, broker finanziario debole di stomaco lei, corrispondono proponimenti e gentilezza. Almeno fino a quando la nausea della signora Cowan non viene rigettata sui preziosi libri d'arte della signora Longstreet, scrittrice di un solo libro, attivista politica di troppe cause e consorte imbarazzata di un grossista di maniglie e sciacquoni. L'imprevisto ‘dare di stomaco' sbriglia le rispettive nature, sospendendo maschere e buone maniere, innescando un'esilarante carneficina dialettica. Non è la prima volta che Roman Polanski ‘costringe' e isola i suoi protagonisti a bordo di una barca, dentro un castello, oltre il ghetto di Cracovia, sopra un'isola (in)accessibile. Da sempre nella filmografia del regista polacco la separazione è necessaria per mettere ordine e avviare un' ‘inchiesta'. Accomodati tre premi Oscar (Kate Winslet, Jodie Foster, Christoph Waltz) e un candidato eterno non protagonista (John C. Reilly) in un appartamento di Brooklyn, ambientazione dichiarata dalla prima inquadratura e trattenuta da due alberi che dietro le fronde rivelano lo skyline ‘alterato' di Manhattan [...], Carnage coniuga il piacere della forma al valore della storia, una storia che ancora una volta suggerisce l'illusione della trasparenza. La maschera linda dei quattro protagonisti insinua presto un malessere sordo, un orrore che c'è e si vede. Così progressivamente le tempeste dialettiche restituiscono alla superficie i ‘corpi' nascosti nei bauli dalla stessa vanità e gratuità degli studenti hitchcockiani. Polanski, naturalizzato francese ma apolide per vocazione, satura l'inquadratura di uomini e donne che si sentono ostinatamente migliori dell'ambiente che li circonda, che rimandano a se stessi come gli specchi dell'appartamento, ubicato fuori dalla finzione a Parigi e dimostrazione della condizione di “perseguitato” di Polanski. In cattività, congiuntamente ai suoi coniugi (in)stabili e (ir)ragionevoli, il regista ribadisce l'impraticabilità di introdurre un ordine nella realtà perché basta un conato di bile, un cellulare annegato, un libro imbrattato, una borsetta rovesciata a disperdere equilibrio e ‘democrazia'. Città immaginaria e ferocemente reale, New York apre e chiude il dramma da camera di Polanski, che spacca e fruga, ‘percorrendo' con lo sguardo personaggi già ipocriti e corrotti, strumenti di ferocia intrappolati in un cul de sac. In barba al politicamente corretto, l'irriducibile e non riconciliato Polanski ha cominciato a saldare i conti con l'American Dream. Un sogno che non c'è più e forse è solo la più grande menzogna mai tramandata. " |
Classico film da "amore-odio" per me. Lo consiglio sicuramente perchè è lampante, nell'intensità e nelle tinte, la bellezza di quel che corre sullo schermo pur nella sua fortissima apparenza di immobilità. Interpretazioni piene, emozionanti, emozionate, mai scontate, sincere e forti. Quattro attori di un impatto allucinante, in grado di annullare totalmente la finzione cinematografica spazzandoti via dalla pellicola, quasi tirandotici davvero dentro a quelle quattro mura claustrofobiche. Tutto bello fin qui.
Ma....? Per me manca qualcosa. Qualcosa che probabilmente ha molto a che fare con la staticità, l'ambientazione unica, l'assenza di una vera trama, precise e specificatamente volute scelte registiche in generale. Paradossalmente son proprio alcuni potenziali punti di forza del film a portarmi a sentire che di fondo qualcosa non va. O se anche va.. a me non arriva come vorrei. In aggiunta forse una dilatazione eccessiva nel tempo per un'evoluzione che invece, per quanto presente e interessante, in quella dilatazione "sguazza un pò" facendo perdere, a tratti, il senso e l'obiettivo. Vado contro il parere dei più, lo so. Rapita a tutto tondo e stuzzicata dall'inizio alla fine la gran parte degli spettatori.
E' sensazione a pelle. Poco altro. Mi son sentita catturata a balzelli. Colpa dei balzelli quindi, elemento di disturbo e distrazione.
E' sensazione a pelle. Poco altro. Mi son sentita catturata a balzelli. Colpa dei balzelli quindi, elemento di disturbo e distrazione.
Andando al di là, mi rendo conto che, a prescindere dal contorno, vale la pena soffermarsi su "Carnage", non fosse altro per godersi tanta bravura, tanta espressività, tanto pathos, tanta immersione. In effetti.. se, nonostante le perplessità, arrivo a dirmi "Gran bel film" e ancor più importante "Non mi dispiacerebbe riguardarlo", tanto male proprio non dev' essere!!!!
Mymovies: ***/*
Chiara: ***
" CARNAGE " : ***/* CONSIGLIATO.
A voi il trailer..
" Perchè non dovrei dire l'Ave Maria facendo sesso? "
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