martedì 17 aprile 2012

" Precious " regia di Lee Daniels

" Precious Jones ha diciassette anni, un corpo obeso e un figlio nel ventre (il secondo ed entrambi sono frutto di incesto). A scuola viene derisa dai compagni anche perchè non ha ancora imparato a leggere e scrivere. A casa la madre non solo non la difende dalle violenze paterne ma la accusa di averglielo rubato oltre a cercare di ostacolare in ogni modo i suoi tentativi di riscatto dall'ignoranza. Precious però, solo apparentemente ottusa, tiene duro. Accetta l'offerta di iscriversi a una scuola con un programma speciale dove finalmente comincia ad apprendere come leggere e scrivere e, soprattutto, decide di tenere il bambino. La strada verso l'autodeterminazione non è però facile.
Una vera sorpresa positiva questa opera seconda di Lee Daniels. Ispirato a un romanzo di Sapphire il film non ha nulla di letterario e non a caso, prima di essere presentato a Cannes nella sezione Un Certain Regard, ha vinto al Sundance il Premio del Pubblico e il Gran Premio della Giuria. Entrambi meritati perchè questa storia di ordinaria violenza domestica e sociale è narrata con uno stile decisamente originale e si avvale di una protagonista che riesce a trasformare il proprio problema fisico in una risorsa di indubbio impatto. Se vedendola comprendi come il mondo che la circonda possa trovare più di un'occasione per deriderla, Daniels riesce a farti aderire immediatamente all'universo dei suoi desideri non facendo ricorso a un facile pietismo ma lavorando sul suo immaginario.
Precious è una ragazza di diciassette anni prigioniera di un corpo fuori misura che però non si sogna magra. Il suo universo ideale ha altri territori in cui cercare percorsi diversi da quelli ormai a lei ben noti della brutalità di una vita in cui domina l'ignoranza. Perchè Daniels riesce a farci quasi respirare un clima saturo di un odio e di una perfidia dettati dalla totale mancanza di un benchè minimo orizzonte culturale. Lo fa però con la leggera profondità di chi sa che si può trovare uno stile piacevole per proporre riflessioni su temi gravi. Riuscendoci. "

Vi dò il là. Per oggi il resto fatelo voi.. garantisco che vale lo sforzo!!

Mymovies: ***
Chiara: ***

" PRECIOUS " : *** CONSIGLIATO.


" The other day, I cried. But you know what? Fuck that day. That's why God, or whoever, makes other days."

sabato 14 aprile 2012

" Carnage " regia di Roman Polanski.

" Un dramma da camera che coniuga il piacere della forma al valore della storia "
 
" In un misurato appartamento di Brooklyn due coppie provano a risolvere uno smisurato accidente. Zachary e Ethan, i loro figli adolescenti, si sono confrontati incivilmente nel parco. Due incisivi rotti dopo, i rispettivi genitori si incontrano per appianare i conflitti adolescenziali e riconciliarne gli animi. Ricevuti con le migliori intenzioni dai coniugi Longstreet, genitori della parte lesa, i Cowan, legale col vizio del BlackBerry lui, broker finanziario debole di stomaco lei, corrispondono proponimenti e gentilezza. Almeno fino a quando la nausea della signora Cowan non viene rigettata sui preziosi libri d'arte della signora Longstreet, scrittrice di un solo libro, attivista politica di troppe cause e consorte imbarazzata di un grossista di maniglie e sciacquoni. L'imprevisto ‘dare di stomaco' sbriglia le rispettive nature, sospendendo maschere e buone maniere, innescando un'esilarante carneficina dialettica.
Non è la prima volta che Roman Polanski ‘costringe' e isola i suoi protagonisti a bordo di una barca, dentro un castello, oltre il ghetto di Cracovia, sopra un'isola (in)accessibile. Da sempre nella filmografia del regista polacco la separazione è necessaria per mettere ordine e avviare un' ‘inchiesta'. Accomodati tre premi Oscar (Kate Winslet, Jodie Foster, Christoph Waltz) e un candidato eterno non protagonista (John C. Reilly) in un appartamento di Brooklyn, ambientazione dichiarata dalla prima inquadratura e trattenuta da due alberi che dietro le fronde rivelano lo skyline ‘alterato' di Manhattan [...], Carnage coniuga il piacere della forma al valore della storia, una storia che ancora una volta suggerisce l'illusione della trasparenza. La maschera linda dei quattro protagonisti insinua presto un malessere sordo, un orrore che c'è e si vede. Così progressivamente le tempeste dialettiche restituiscono alla superficie i ‘corpi' nascosti nei bauli dalla stessa vanità e gratuità degli studenti hitchcockiani.
Polanski, naturalizzato francese ma apolide per vocazione, satura l'inquadratura di uomini e donne che si sentono ostinatamente migliori dell'ambiente che li circonda, che rimandano a se stessi come gli specchi dell'appartamento, ubicato fuori dalla finzione a Parigi e dimostrazione della condizione di “perseguitato” di Polanski. In cattività, congiuntamente ai suoi coniugi (in)stabili e (ir)ragionevoli, il regista ribadisce l'impraticabilità di introdurre un ordine nella realtà perché basta un conato di bile, un cellulare annegato, un libro imbrattato, una borsetta rovesciata a disperdere equilibrio e ‘democrazia'. Città immaginaria e ferocemente reale, New York apre e chiude il dramma da camera di Polanski, che spacca e fruga, ‘percorrendo' con lo sguardo personaggi già ipocriti e corrotti, strumenti di ferocia intrappolati in un cul de sac. In barba al politicamente corretto, l'irriducibile e non riconciliato Polanski ha cominciato a saldare i conti con l'American Dream. Un sogno che non c'è più e forse è solo la più grande menzogna mai tramandata. "

Classico film da "amore-odio" per me. Lo consiglio sicuramente perchè è lampante, nell'intensità e nelle tinte, la bellezza di quel che corre sullo schermo pur nella sua fortissima apparenza di immobilità. Interpretazioni piene, emozionanti, emozionate, mai scontate, sincere e forti. Quattro attori di un impatto allucinante, in grado di annullare totalmente la finzione cinematografica spazzandoti via dalla pellicola, quasi tirandotici davvero dentro a quelle quattro mura claustrofobiche. Tutto bello fin qui.
Ma....? Per me manca qualcosa. Qualcosa che probabilmente ha molto a che fare con la staticità, l'ambientazione unica, l'assenza di una vera trama, precise e specificatamente volute scelte registiche in generale. Paradossalmente son proprio alcuni potenziali punti di forza del film a portarmi a sentire che di fondo qualcosa non va. O se anche va.. a me non arriva come vorrei. In aggiunta forse una dilatazione eccessiva nel tempo per un'evoluzione che invece, per quanto presente e interessante, in quella dilatazione "sguazza un pò"  facendo perdere, a tratti, il senso e l'obiettivo. Vado contro il parere dei più, lo so. Rapita a tutto tondo e stuzzicata dall'inizio alla fine la gran parte degli spettatori.
E' sensazione a pelle. Poco altro. Mi son sentita catturata a balzelli. Colpa dei balzelli quindi, elemento di disturbo e distrazione.
Andando al di là, mi rendo conto che, a prescindere dal contorno, vale la pena soffermarsi su "Carnage", non fosse altro per godersi tanta bravura, tanta espressività, tanto pathos, tanta immersione.   In effetti.. se,  nonostante le perplessità, arrivo a dirmi "Gran bel film" e ancor più importante "Non mi dispiacerebbe riguardarlo", tanto male proprio non dev' essere!!!!

Mymovies: ***/*
Chiara: ***

" CARNAGE " : ***/* CONSIGLIATO.

A voi il trailer..

" Perchè non dovrei dire l'Ave Maria facendo sesso? "

martedì 10 aprile 2012

" I più grandi di tutti " regia di Carlo Virzì

" Attraverso luci e ombre Carlo Virzì visita il passato di provincia con sguardo sapiente e un ottimo cast

C'erano una volta (circa quindici anni fa) "I Pluto", rock band di provincia nata a Rosignano Solvay. Oggi ci sono quattro persone che si lasciarono per un litigio e che conducono vite diverse. Loris si è sposato e ha un figlio che frequenta le elementari. Maurilio, detto Mao, fa il barista dietro il bancone di un locale. Rino lavora in fabbrica e vive con il padre anziano e Sabrina conduce una vita agiata con l'uomo per cui lasciò Mao. Un giorno Loris riceve la telefonata di Ludovico Reviglio che gli propone un'intervista in video che faccia ritrovare tutta la band. C'è un compenso e anche la possibilità di un concerto di rientro. Ora bisogna rintracciare gli altri.
Carlo Virzì...realizza un film sul tempo che scorre ancorandolo alla passione per la musica. Intendiamoci: non è il primo e, quasi sicuramente, non sarà l'ultimo a visitare questo tema. Ha però dalla sua il cast giusto e quella capacità di far emergere luci ed ombre della provincia che solo chi la conosce bene e non ha smesso di frequentarla conserva intatta.
Le immagini sfocate con cui si apre il film diventano così il filtro ottico attraverso cui leggere l'intera vicenda. C'è il presente con le sue disillusioni, con le sue amnesie, con la voglia di dimenticare anche quel poco che ancora si ricorda. C'è chi invece vorrebbe far rivivere un passato che per lui non può più tornare perché frantumato da una tragedia. Il ricordo trasforma per Ludovico ciò che era e lo fa essere quello che non è stato. "I Pluto" esistono solo nelle immagini e nei memorabilia che custodisce con il rigore e la passione di un conservatore museale. Quando decide di cercare di farli tornare ad essere un gruppo si trova dinanzi una realtà di piccole persone che non si erano neanche accorte di poter significare qualcosa per qualcuno e che ora, messe di fronte alla richiesta di fare memoria, di quegli avvenimenti hanno conservato vivi solo i rancori e i ricordi negativi.
Sarà uno sguardo esterno e, in particolare per Loris, quello di un bambino a far comprendere loro che il tempo scivolato via non ha lasciato solo scorie e che la parola futuro custodisce in sé ancora delle possibilità."

Davvero carino!! Divertente e ben costruito. Un cast di buon livello in un livornese buffissimo. Evidente (così mi è stato detto da chi di musica ci capisce e da chi sa cosa significhi far parte di un gruppo!!) è lo zampino di un Virzì musicista calato direttamente per esperienza nella realtà delle rock band e nelle loro dinamiche.
Per una seratina "easy" va decisamente bene.

Mymovies: **/* (adoro consigliare cose che alla critica non piacciono!!!)
Chiara: ***

" I PIU' GRANDI DI TUTTI " : *** CONSIGLIATO.

Non trovo trailers decenti quindi ripiego su un piccolo assaggino (il bimbo è il pezzo meglio del film!!)


" Io ho di già mangiato.. "